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I preraffaelliti: ecco come una società segreta di artisti divenne un movimento pittorico
Da secoli, molti artisti hanno guardato indietro al Rinascimento come epoca di grandi maestri. Vincent van Gogh chiamava le figure di Michelangelo "magnifiche".
I preraffaelliti: ecco come una società segreta di artisti divenne un movimento pittorico
Da secoli, molti artisti hanno guardato indietro al Rinascimento come epoca di grandi maestri. Vincent van Gogh chiamava le figure di Michelangelo "magnifiche".

Da secoli, molti artisti hanno guardato indietro al Rinascimento come epoca di grandi maestri. Vincent van Gogh chiamava le figure di Michelangelo "magnifiche". Pablo Picasso, nei suoi primi lavori, emulava lo stile di Raffaello. Il surrealista Salvador Dalì descrisse il Rinascimento come il risultato del "genio divino".

Però anche gli artisti del Rinascimento, come tutti, avevano i loro detrattori. Nel XIX secolo un gruppo di artisti emergenti d'Inghilterra formò la Confraternita dei Preraffaelliti, una società segreta che voleva minare la buona fama degli artisti Rinascimentali, per dare il via a qualcosa di differente.

Chi erano i Preraffaelliti?

I Preraffaelliti erano un gruppo di pittori e poeti, che lavoravano e vivevano nell'Inghilterra Vittoriana (1837-1901). Fondata da William Holman Hunt, John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti nel 1848, la Confraternita si unì per contrastare quegli ideali celebrati e resi popolari durante l'Alto Rinascimento. I fondatori, in particolare, erano conviti che l'arte avesse trovato la propria Età dell'Oro prima dell'avvento di Raffaello (da qui il nome del movimento). Raffaello era un pittore con un approccio idealizzante nei confronti della natura, che valorizzava troppo la bellezza, anche a discapito del realismo.

Hunt, Millais e Rossetti, insieme ad altri pittori come James Collinson e Frederic George Stephens e allo scultore Thomas Woolner, formarono una Confraternita segreta con l'obiettivo di rivoluzionare l'arte vittoriana.

The Lady of Shalott, John William Waterhouse (1888)
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Dalla segretezza degli inizi allo scarso successo

Per almeno un anno gli artisti decisero di agire nell'ombra. Non partecipavano alla Royal Academy of Art, a cui vollero celare l'esistenza del nuovo gruppo, e preferivano incontrarsi nelle loro case londinesi. Nel 1849 decisero di rivelarsi al pubblico, esibendo due dipinti alla Royal Academy: Isabella di Millais e Rienzi di Hunt. Gli artisti firmavano le tele con le iniziali "PRB", ma la critica non sembrò accorgersene.

Alla fine, nel 1850, scelsero un approccio ancora più aperto, rilasciando la prima uscita del The Germ, un periodico che illustrava il loro modo di vedere le cose. The Germ comprendeva poesie, illustrazioni e saggi sull'arte e sulla letteratura.

La seconda uscita di The Germ

Dopo due uscite che ricevettero una tiepida accoglienza da parte del pubblico, i Preraffaelliti cambiarono nome della rivista, scegliendo Art and Poetry, being Thoughts towards Nature, ma anche il nuovo nome non ebbe successo, e alla fine la Confraternita decise di rinunciare. Un'esibizione fiacca contribuì a peggiore l'umore degli artisti, e tra i confratelli iniziarono i primi dissapori. Un dipinto di Millais, Cristo nella Casa dei Genitori, ricevette critiche da Charles Dickens, uno dei più importanti scrittori vittoriani: egli considerava l'opera brutta, e dunque blasfema.

Dickens sottolineò come il Cristo di Millais apparisse tremendo, e utilizzò termini pesantissimi. A peggiorare le cose, dopo un viaggio di gruppo in Scozia, Millais scappò con la moglie di John Ruskin, uno dei pochi critici che aveva difeso i Preraffaelliti dalla stampa. Strano a dirsi, Ruskin non fu proprio tenero nelle successive recensioni dei lavori di Millais, che alla fine si allontanò dal gruppo, che si sciolse definitivamente nel 1853.

Cristo nella casa dei genitori,  John Everett Millais (1850)

Fin dall'inizio, "i loro obiettivi erano vaghi e contraddittori, quasi paradossali" spiega la British Library "ma non sorprende essendo stato d'altronde un movimento giovanile, composto da individui risoluti, che cercavano di modernizzare l'arte facendo rivivere pratiche del Medioevo".



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I dipinti dei Preraffaelliti

Anche se avevano diverse posizioni e addirittura approcci a volte differenti, le opere dei Preraffaelliti sono notevoli e hanno alcune caratteristiche in comune. Il loro approccio era naturalistico e comprendeva una certa attenzione ai dettagli, un interesse in temi fiabeschi, biblici, shakespeariani, storici e danteschi e, particolare su tutti, una predilezione per le donne con capelli lunghi e rossi. Ognuna di queste caratteristiche è riscontrabili in Ofelia di Millais, dipinto ispirato al personaggio dell'Amleto di Shakespeare. Millais completò il dipinto l'anno precedente allo scioglimento del gruppo. Anche se creato in mezzo alle controversie, l'opera fu un successo. Oggi rimane un'icona del movimento, ed è una delle gemme del Tate Britain, un museo di Londra con una buona collezione dei lavori dei Preraffaelliti.

Ofelia, John Everett Millais (1851-2)
Ofelia, John Everett Millais (1851-2) // Wikimedia // PD

L'eredità dei Preraffaelliti

Anche se ebbe una vita breve, il movimento dei Preraffaelliti fu decisamente influente. Ispirò diversi artisti, ma anche movimenti come quello del simbolismo, ed ebbe influenze perfino sulla letteratura. Si pensa, addirittura, che J. R. R. Tolkien aveva nelle scene mitologiche dei Preraffaelliti un riferimento, mentre scriveva Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli.

Oggi, i Preraffaelliti sono molto più apprezzati e accettati che nella loro breve esistenza. Come d'altronde succede a molti artisti e movimenti.



 Dante Gabriel Rossetti, La Ghirlandata (1873) Blow, Blow Thou Winter Wind, John Everett Millais
Blow, Blow Thou Winter Wind, John Everett Millais // Wikimedia // PD
Cleopatra on the Terraces of Philae, Frederick Arthur Bridgman
Cleopatra on the Terraces of Philae, Frederick Arthur Bridgman
 John Everett Millais, Isabella (1849) The Hireling Shepherd, William Holman Hunt (1851)
The Hireling Shepherd, William Holman Hunt (1851) // Wikimedia // PD
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