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La storia e i significati del colore verde, dalla divinità egizia Osiride alle ninfee di Monet

Pubblicato il giorno 25/04/2020 alle ore 21:46

Il verde è il colore della vita, del rinnovo delle stagioni, del trionfo della natura sul gelo dell'inverno e del ritorno alla florida e profumata primavera. Associato per questo anche all'immortalità e alla speranza, il verde esercita su di noi un richiamo profondo e primordiale.
La cultura cinese associa il verde e il nero allo Yin, la passività e il principio ricettivo. L'Islam lo venera, e si figura un paradiso ricolmo di vegetazione lussureggiante.
Il verde è associato alla rigenerazione, alla fertilità e alla rinascita: tutto inizia proprio dalla sua connessione con la natura.
Per scoprire tutta la storia del colore verde, continuate a leggere!


Il significato del colore verde: un punto di vista psicologico



Uno dei richiami più immediati del colore verde, per noi, è quello alla natura e alla sua rigogliosità.
Le sue connotazioni più positive sono associate alla freschezza: alcuni studi hanno dimostrato che questo colore può a tutti gli effetti avere un'azione riposante, benefica e rigenerativa sul nostro corpo.
Esistono però anche connotazioni negative, relative ai cibi ammuffiti e al marcio: in questo, il colore verde può anche avere una fondamentale importanza.

Bisogna notare che nella nostra cultura, e ancor più nella cultura globale digitale, il verde è diventato il colore dell'accesso (semaforo), o di un'azione che può essere compiuta (come il pulsante "chiama" degli smartphone). In questo, è il contrario del colore rosso.

(riferimenti: Psicologia dell'Arte di Stefano Mastandrea)




La storia del colore verde



Verde malachite


Malachite

Gli antichi Egizi ottenevano il verde usando il minerale malachite. Si tratta probabilmente del pigmento verde più antico di cui si abbia notizia: è stato trovato nei dipinti delle tombe egizie, ma anche in dipinti europei di molti secoli dopo.
Mentre gli Antichi Greci tendevano a non utilizzarlo, per gli Egizi era importante perché era il colore di Osiride, e rappresentava la protezione.
I problemi di questo verde erano il costo e la sensibilità agli acidi e al colore.

Rappresentazione di Osiride
Pietro Perugino: Natività con l’Eterno in gloria tra gli angeli e l’Annunciazione. Un esempio di utilizzo di verde malachite nel XVI secolo
Pietro Perugino: Natività con l’Eterno in gloria tra gli angeli e l’Annunciazione. Un esempio di utilizzo di verde malachite nel XVI secolo


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Verdigris (verderame)


Furono gli antichi Romani a proporre una nuova soluzione: inzupparono delle piastre di rame nel vino e crearono il verderame, un pigmento verde ottenuto grazie all'erosione del metallo.
Usavano questa tintura in ogni occasione possibile, dai mosaici agli affreschi e al vetro temperato.
Il verderame venne ripreso anche dai monaci medievali, per i manoscritti miniati.

Il pigmento appare come un verde un po' tendente al blu. Utilizzato ancora nel Rinascimento e nel periodo Barocco, oggi viene venduto raramente, soprattutto perché è tossico. Fino al XIX secolo, comunque, era uno dei verdi più vibranti a disposizione degli artisti.

Nel frattempo, il colore verde aveva assunto molti nuovi significati. Di questo colore si era "appropriata" la borghesia e la piccola nobiltà. Come abbiamo raccontato nella storia del colore rosso, infatti, quest'ultimo era associato ai nobili e ai re. Il marrone era il colore dei contadini. La gentry rivendicò il verde e oggi la House of Commons inglese ancora riflette queste associazioni: le sue poltrone sono verdi, mentre quelle della House of Lords rosse.
Il vestito verde della Mona Lisa ritratta da Da Vinci indica che ella apparteneva alla borghesia. Nel Medioevo il verde assunse maggiormente i suoi connotati positivi, la sua freschezza.

Nella Mona Lisa di Leonardo (1503 - 1506), il verde indicava l'appartenenza della donna alla piccola nobiltà



Verde Cobalto


Il nome del cobalto deriva forse probabilmente dal greco kobalos, traducibile con folletto (ma vedi anche coboldo). Era un appellato affibbiato dai minatori tedeschi che incolpavano i folletti di far loro trovare un metallo inutile anziché l'argento
Il verde cobalto venne scoperto dal chimico Rinmann nel 1780. La sua persistenza lo rende adatto ad ogni tecnica pittorica, ma il suo uso fu limitato dal costo elevato e dalla scarsa intensità della tinta.
Di recente, alcuni ricercatori dell'Università di Washington ha scoperto che questo pigmento ha particolari proprietà magnetiche che possono portare a nuove scoperte nel campo della spintronica.

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Verde di Parigi o verde smeraldo


Conosciuto come verde di Parigi, verde di Schweinfurt o verde smeraldo, è un acetato arsenito di rame sviluppato nel 1808 e messo in commercio nel 1814. Per un certo periodo divenne il pigmento verde più pregiato. Caratterizzato da una tonalità brillante, il problema del verde di Parigi è che non è chimicamente stabile, ed è molto velenoso. Dai primi anni del 1900 iniziò a non essere più utilizzato.

Gli Impressionisti, intanto, ne avevano però fatto ampio uso. Il verde era particolarmente importante nelle loro opere, molte delle quali raffiguravano la natura.
Ne "Il Ponte Giapponese", Monet utilizzava il colore della speranza insieme alla simbologia del ponte, che indica unità e pace. Purtroppo fu forse proprio questo pigmento a rendere cieco il grande pittore.

Paul Cezanne, “ Etang de soeurs “

Monet, Lo stagno delle ninfee, armonia verde (1899)


Verde Viridiano


Il verde viridiano (viridian green: abbiamo deciso di indicarlo con questo nome benché non sia molto comune) è un pigmento verde con sfumature blu, composto di triossido di dicromo.
Il viridiano prende il nome dal latino viridis, ovvero "verde". Il primo uso di questo colore risale agli anni 60 del 1800. Dotato di grande stabilità e buona intensità, non è tossico e questo ha permesso al pigmento di sostituire gli altri verdi, sia quelli antichi sia quelli relativamente recenti.

Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles. Vincent Van Gogh (1888)
Vincent Van Gogh utilizzò il verde viridiano in Terrazza del caffè la sera, Place du Forum, Arles


La storia e i significati del colore blu, dagli antichi egizi ad oggi
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