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Gli zoologi hanno studiato un pesce degli abissi che assorbe oltre il 99% della luce
Negli abissi dei oceani abitano le creature più strane. Anche i ricercatori, tuttavia, sono rimasti sorpresi dal meccanismo adattivo sviluppato da un pesce rivenuto al largo della California.
Negli abissi dei oceani abitano le creature più strane. Anche i ricercatori, tuttavia, sono rimasti sorpresi dal meccanismo adattivo sviluppato da un pesce rivenuto al largo della California. Nelle profondità oceaniche, ben al di sotto del livello in cui la luce solare smette di penetrare, vive un pesce "Vantablack". Il Vantablack è un nero che assorbe oltre il 99,5% della luce: un nero scurissimo, quasi "accecante".
Questi pesci possono a tutti gli effetti assorbire quasi tutta la luce che li colpisce. Anche quando sono circondati da bioluminescenza, queste creature sono a tutti gli effetti invisibili.
La zoologa Karen Osborn del Museo Nazionale di Storia Naturale degli Usa, nello Smithsonian, e il biologo Sönke Johnsen della Duke University, hanno studiato 16 differenti specie di questo pesce, pubblicando la ricerca su Current Biology.
I ricercatori non si aspettavano una tale scoperta: si sono resi conto di avere a che fare con un nero così intenso e puro soltanto quando la Osborn è andata è fotografare uno di questi esemplari. Ella ha notato che uno di essi diventava una specie di "buco nero" quando cercava di fotografarlo.
Otteneva soltanto una silhouette. Puntando due luci su di esso, queste semplicemente sparivano.

Osborn e i suoi colleghi si sono resi conto che stavano guardando un pesce che aveva imparato ad usare un meccanismo di camuffamento molto particolare. Sott'acqua, dove la luce del sole non giunge, la luce proviene dalla bioluminescenza degli animali. Soltanto grazie ad essa gli animali possono riprodursi, ma anche cacciare. Rendersi invisibili può fare la differenza tra la vita e la morte.

"Se vuoi mischiarti con l'oscurità infinita che ti circa, assorbire ogni fotone che ti colpisce sembra un ottimo modo per andare avanti" dice la Osborn.
Il nero di questo pesce deriva dalla melanina. Il pigmento, che colora anche la pelle degli esseri umani, non è abbandonate soltanto nella pelle di questi animali, ma in tutto il loro corpo. Uno strato molto denso di cellule forma una barriera iniziale sulla superficie del pesce, assorbendo gran parte della luce. Ciò che non viene assorbito da questa barriera passa ai pigmenti più profondi. La luce non rimbalza e non attraversa il pesce.

Gli scienziati avevano già scoperto degli uccelli con penne ultra-nere. Questi pesci usano un sistema un po' diverso, però, perché negli uccelli l'effetto è dovuto a una combinazione di melanina e altre strutture.

I ricercatori stanno cercando di capire in che modo i pesci "Vantablack" possono aiutare i designer a creare materiali ultra-neri. Al momento si utilizzano i sistemi osservati in uccelli e farfalle, ma questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove possibilità.


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Karen Osborn, Smithsonian.
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