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Ecco come l'arte di Raoul Dufy ritraeva la "Joie de Vivre" della Francia del XX secolo
Negli anni '70 del 1800, gli artisti francesi cambiarono per sempre la storia dell'arte avviando il movimento Impressionista. Entro l'inizio del XX secolo, nacquero diversi nuovi movimenti, inclusi l'Art Nouveau e il Post-Impressionismo.
Negli anni '70 del 1800, gli artisti francesi cambiarono per sempre la storia dell'arte avviando il movimento Impressionista. Entro l'inizio del XX secolo, nacquero diversi nuovi movimenti, inclusi l'Art Nouveau e il Post-Impressionismo. Nel 1905 venne avviato anche il Fauvismo, e poterono emergere artisti come Raoul Dufy, amante dell'uso vivace del colore.
Dufy ha iniziato la sua carriera come acquarellista, ma la sua pratica con l'uso del colore ha subito una notevole evoluzione nel corso dei suoi 50 anni di attività. L'artista francese ha sempre trovato l'ispirazione nella joie de vivre della Francia del suo tempo.

Raoul Dufy, “Nature Morte” 1928

Raoul Dufy nacque il 3 giugno del 1877 a Le Havre, una città portuale in Francia. Da adolescente, Dufy si è interessato all'arte e a 18 anni partecipò a classi serali dell'artista Charles Lhuillier, alla École des Beaux-Arts di Le Havre. Raoul Dufy, insieme agli altri pupilli di Lhuillier, tra cui figuravano Claude Monet e Georges Braque, aveva per il maestro una notevole ammirazione, e il periodo all'École des Beaux-Arts ispirò in lui una passione per l'impressionismo, il movimento artistico che puntava a catturare le fuggevoli "impressioni" della vita quotidiana e dei paesaggi. Dufy utilizzò soprattutto l'acquerello, e si ispirò ai paesaggi normanni e ai paesaggi marini. Riguardo al mare, il pittore disse che l'artista "ha un bisogno costante di avere, davanti agli occhi, un certo tipo di luce, una qualità scintillante, una carezza aerea che bagna ciò che vede".

Raoul Dufy,
Raoul Dufy, "Le Port du Havre” 1906 // wikiart // PD



Raoul Dufy si spostò a Parigi quando vinse una borsa di studio all'École nationale supérieure des Beaux-Arts nel 1900. La capitale lo accolse con benevolenza, e la sua carriera ebbe un buon avvio. L'anno successivo, i suoi lavori erano già inclusi nell'Esibizione degli Artisti Francesi, e nel 1902 vennero mostrati nella galleria del mercante d'arte d'avanguardia Berthe Weill. L'anno ancora successivo, Dufy entrò nel Salone degli Indipendenti di Cézanne, Guaguin ed Henri de Toulouse-Lautrec.
La sua vicinanza agli artisti di punta di Parigi lo aiutò ad avvicinarsi, nel 1905, al nuovo movimento del Fauvismo.

Raoul Dufy, “Visuale su Parigi da Montmartre,” 1902

Co-fondato da André Derain ed Henri Matisse, il fauvismo aveva delle caratteristiche distintive Dufy volle adottare: pennellate pittoriche, forme semplici e una preferenza per i pigmenti brillanti e audaci, in particolare il blu.
"Il blu è l'unico colore che mantiene la propria personalità" fisse Dufy. "Invece il giallo si scurisce nelle varie sfumature, e scompare quando diventa più leggero; il rosso, se scurito, diventa marrone, e diluito con il bianco diventa un altro colore: il rosa."



Dal 1905, dunque, Dufy utilizzò il blu in molte delle sue opere, accompagnandolo a gialli accesi, rossi profondi e verdi vibranti. I blu e gli azzurri coloravano le scene della Francia del XX secolo, aiutando nel contempo Raoul Dufy ad esprimere se stesso.
Nel 1910 Dufy adottò una palette di colori meno ricca, ricevendo l'influsso del post-impressionismo, e in particolare da Paul Cézanne.

Raoul Dufy,

Ma rimase fedele anche al Fauvismo, sviluppando uno stile sempre più caratteristico e personale. Nei decenni successivi i suoi dipinti furono più colorati che mai, mostrando scene di vita e di piacere della Francia del XX secolo.

Raoul Dufy, “Villerville,” 1935
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