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Le ossessioni più bizzarre di 11 famosi geni del passato

Pubblicato il giorno 18/03/2018 alle ore 16:54
Genialità e ossessione molto spesso vanno a braccetto. Ci sono diverse ipotesi sul legame tra una mentalità geniale e una ossessiva, perché molto spesso queste caratteristiche compaiono insieme.
Molti personaggi storici, geni assoluti nel loro campo scientifico, artistico o letterario, contano nel loro profilo psicologico uno o più comportamenti definibili maniacali, che la maggior parte della popolazione passata, presente e futura non esprimerebbe mai.
Probabilmente molte di queste manie fungevano da valvole di sfogo per l’intenso sovraccarico cerebrale provocato dalle loro abilità sopraffine.



1. Pitagora




Tutti conosciamo il suo Teorema, anche anni dopo aver terminato gli studi: “In ogni triangolo rettangolo l'area del quadrato costruito sull'ipotenusa è uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti” risuona ancora nelle nostre menti.
La sua alimentazione era vegetariana, ma nonostante ciò provava un odio efferato nei confronti dei legumi, in particolare delle fave. Questo astio era tanto intenso da spingerlo a vietare persino ai suoi studenti di cibarsi e addirittura di toccare tali alimenti.
Secondo la leggenda, la paura delle fave è addirittura stata la causa della sua morte: inseguito dalle truppe di Cilone di Crotone, non se la sentì di scappare passando per un campo di fave.



2. Ludwig Van Beethoven




Tra i compositori di musica classica più famosi della storia, la sua creatività era unica ed inimitabile. Fonti storiche raccontano che il Maestro aveva l’abitudine di pensare alle sue composizioni mentre completamente nudo vagava per la stanza in cui si trovava, rovesciandosi talvolta in testa una tinozza piena d’acqua senza battere ciglio.



3. Honoré de Balzac




Scrittore, drammaturgo, critico letterario, giornalista e stampatore. La Comédie Humaine, è la sua opera più vasta e famosa. Il suo segreto? Una dose di caffeina quasi letale, proveniente dai 48 caffè che ogni giorno era solito bere. Volendo fare una media, ammesso che riuscisse a dormire le classiche 8 ore, ingeriva 48 caffè ogni 16 ore con un ritmo di uno in 20 minuti. Senza sosta.



4. Igor Stravinsky




Il famoso compositore russo era solito mettersi in verticale a testa in giù per un quarto d’ora filato con lo scopo, secondo quanto spiegato da lui stesso, di liberare il cervello. Era inoltre sua abitudine mangiare un uovo sodo prima di ogni concerto



5. Leonardo da Vinci




Leonardo Da Vinci praticava il sonno polifasico: alternava infatti sonnellini di 20 minuti a veglie di 4 ore, il tutto a ripetizione. Questi sonnellini gli permettevano di recuperare le energie velocemente senza perdere troppo tempo, permettendogli di dedicare 22 ore al giorno ai suoi progetti, alle sue invenzioni, ai suoi disegni, alle sue sculture.



6. Nikola Tesla




Un altro grande del passato a sacrificare ore di sonno per dedicarsi ai suoi studi, dormiva due ore per notte e prima di mettersi a letto piegava e distendeva le dita di entrambi i piedi per 100 volte, sostenendo che fosse indispensabile per l’attivazione dei suoi neuroni. Esprimeva odio per le donne sovrappeso e per i gioielli, e preferiva di gran lunga essere circondato da piccioni piuttosto che da esseri umani. Quella per i piccioni era una vera e propria ossessione: ordinava per loro dei semi speciali, e portava gli uccelli di Central Park nella sua stanza di hotel. Addirittura, arrivò a dichiarare un vero e proprio amore romantico per una femmina bianca di piccione.


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7. Agatha Christie




La più famosa scrittrice del genere giallo, portava sempre con sé la propria macchina da scrivere che utilizzava nei luoghi più disparati. Era raro infatti vederla intenta a scrivere i suoi famosi romanzi seduta ad una scrivania.



8. Albert Einstein




Lo scienziato più famoso di tutti i tempi non poteva mancare a questa lista: personaggio eccentrico, portava i capelli lunghi poiché provava un rifiuto nei confronti dei barbieri. Portava sempre le scarpe senza mettere le calze, considerandole inutili. Inoltre, ogni tanto assaggiava cavallette vive.



9. Friedrich Nietzsche




Coniatore del concetto di superuomo, importante filosofo e pensatore. Lavorava sempre in piedi, sedendosi solo durante le pause che si concedeva. Sosteneva fortemente che da posizione eretta il cervello umano funzionasse meglio, e non sopportava vedere persone intente a studiare o lavorare da sedute.



10. Charles Dickens




Oliver Twist e David Copperfield i suoi romanzi più famosi, curati nel minimo dettaglio. Dickens era infatti un grande amante della precisione, ossessione che esprimeva nelle sue opere, nella cura dei suoi capelli che pettinava con estremo zelo, e nelle sue conversazioni con il proprio assistente, le quali duravano molto più del previsto in quanto Dickens usava ripetere un concetto più e più volte fino ad essere completamente soddisfatto della forma in cui tale concetto era espresso.
Probabilmente la sua estrema pignoleria altro non era che un caso di DOC, un disturbo ossessivo compulsivo. Non riusciva inoltre ad esprimere a pieno la sua creatività se nello studio in cui si ritirava a scrivere non era presente una serie ben precisa di oggetti di vario genere: un soprammobile a forma di foglia dorata che sorreggeva un coniglio finto, una piccola statua di bronzo raffigurante due rospi armati di spade, un coltello ed un piccolo vaso di fiori.



11. Jane Austen




Scrittrice di grande talento, numerosi film e telefilm sono stati prodotti prendendo spunto dalle sue opere. Era ossessionata dal fatto che qualcuno potesse spiare e copiare quanto scriveva. Una vera paranoia: non permetteva a nessuno di leggerne una sola parola prima che venissero pubblicati. Usava infatti allontanare chiunque le si avvicinasse troppo mentre si trovava intenta a scrivere, tanto da non fare mai riparare il cigolio della porta della sua camera, che fungeva da allarme anti-curiosi.

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