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Il tempio buddista tailandese interamente costruito con bottiglie di vetro
La Tailandia è diventata nell’ultimo decennio una meta molto gettonata per decine di milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, attratti dai templi buddisti, i paesaggi naturali incontaminati, la tradizione gastronomica thai, la cultura ospitale e cordiale dei locali.
La Tailandia è diventata nell’ultimo decennio una meta molto gettonata per decine di milioni di turisti provenienti da tutto il mondo, attratti dai templi buddisti, i paesaggi naturali incontaminati, la tradizione gastronomica thai, la cultura ospitale e cordiale dei locali.
Sebbene decollando dall’Occidente un volo per Bangkok possa essere costoso, il tasso di cambio è estremamente vantaggioso per i turisti che una volta atterrati iniziano a trascorrere la loro permanenza senza farsi mancare nulla, e quindi arricchiscono l’economia locale tramite l’acquisto di abiti e souvenir per amici e parenti, lunghe mangiate nei ristoranti tipici ed allegre bevute.
La bellezza della Tailandia è però messa in pericolo dallo stesso fenomeno che ne gonfia le tasche: tra i milioni e milioni di turisti, infatti, sono sempre più numerosi quelli che, consci del fatto che la loro esperienza tailandese sarà conclusa una volta saliti sull'aereo del ritorno, non si preoccupano minimamente di prestare un certo riguardo nei confronti del luogo che stanno visitando, spargendo ovunque i propri rifiuti.
La popolazione locale si adopera per proteggere la propria terra dall’effetto nocivo di quei turisti che lasciano sì grosse mance ma anche tanta spazzatura. I più attivi nel riparare ai danni ambientali causati dai visitatori noncuranti sono i monaci buddisti, che si alzano presto la mattina appositamente per raccogliere i rifiuti abbandonati dai turisti durante la notte appena trascorsa.

A 600km da Bangkok, una piccola comunità di monaci ha iniziato nel 1984 ad accumulare tutte le bottiglie di vetro trovate per strada, per decidere poi di utilizzarle per costruire un tempio che prese il nome di Wat Lan Juad ma che è tuttora conosciuto come “Il Tempio composto da un milione di bottiglie”, un milione e mezzo per la precisione, la cui costruzione ha richiesto due anni di lavori.







Oltre ad essere un affascinante luogo di culto immerso nella natura, è anche un importante simbolo del rispetto dell’ambiente, che aprendo le proprie porte agli stessi turisti contribuisce a sensibilizzarli affinché non lascino alle loro spalle tracce dannose.
Le bottiglie compongono ogni parte del tempio, persino i tappi sono stati utilizzati per decorare le pareti.










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