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Il rúgbrauð, il pane islandese che viene cotto sottoterra
Attraversare la terra d'Islanda permette di intravedere il sublime. Formazioni di pietra frastagliate si innalzano avvolte da una nebbia furtiva.
Il rúgbrauð, il pane islandese che viene cotto sottoterra
Attraversare la terra d'Islanda permette di intravedere il sublime. Formazioni di pietra frastagliate si innalzano avvolte da una nebbia furtiva.
Attraversare la terra d'Islanda permette di intravedere il sublime. Formazioni di pietra frastagliate si innalzano avvolte da una nebbia furtiva. Blocchi di ghiacciai frammentati galleggiano in lagune di un blu intenso. Sorgenti calde ribollenti si infiltrano attraverso le fenditure della terra. Sembra improbabile che le persone possano vivere insieme a forze naturali così titaniche e maestosi, eppure gli islandesi hanno da tempo dimostrato di essere in grado di farlo.
Il loro rapporto con il mondo naturale va ben oltre la resilienza, e raggiunge i reami dell'armonia. Per capirlo, basta guardare qualcosa di semplicissimo: il loro pane.


La cittadina di Laugavautn sorge accanto a laghetto geotermico, dove il proprietario dei bagni termali Sigurður Rafn Hilmarsson è diventato un'icona nazionale per il suo rúgbrauð, un pane islandese di segale assolutamente unico al mondo. Sigurður ha preparato il rúgbrauð per moltissimi visitatori. Non c'è niente di troppo speciale nel suo rúgbrauð, ma c'è un elemento vincente molto semplice: la sua preparazione segue ancora l'antica tradizione islandese. Le pagnotte di Sigurður, infatti, vengono cotte sottoterra, sepolte in una fossa geotermica ribollente.

Hilmarsson scava un buco di 30 centimetri, dove si può subito iniziare a notare l'acqua ribollente. Vi adagia la pentola con l'impasto e la ricopre di terra, creando un piccolo tumulo su cui appoggia una pietra.
Dopo 24 ore il pane è pronto. Viene raffreddato con l'acqua del lago, e la pagnotta di rúgbrauð è pronta per essere gustata. Quando viene cucinato in questo modo, il pane è anche detto hverabrauð, che si traduce con "pane da sorgente calda". Il Rúgbrauð rimane un'istituzione per la cucina islandese, ma oggi è molto più semplice e conveniente cucinarlo nel forno.
Il metodo seguito da Hilmarsson venne tramandato a sua madre da sua nonna e a lui da sua madre. Non ha intenzione di cambiarlo: "Il gusto del pane cotto nella sorgente calda è unico. Quello cotto al forno non ci si avvicina neanche".


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