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I codici segreti su questi calici da vino trasformavano il brindisi in alto tradimento
Nell'Inghilterra a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, anche i bicchieri avevano i propri segreti. Tutto risiedeva nel codice che decorava il vetro: una stella, una foglia di quercia, un bocciolo di rosa, dei germogli che nascevano da uno stelo spinoso.
I codici segreti su questi calici da vino trasformavano il brindisi in alto tradimento
Nell'Inghilterra a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, anche i bicchieri avevano i propri segreti. Tutto risiedeva nel codice che decorava il vetro: una stella, una foglia di quercia, un bocciolo di rosa, dei germogli che nascevano da uno stelo spinoso.

Nell'Inghilterra a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, anche i bicchieri avevano i propri segreti. Tutto risiedeva nel codice che decorava il vetro: una stella, una foglia di quercia, un bocciolo di rosa, dei germogli che nascevano da uno stelo spinoso. La funzione di questi dettagli andava ben oltre la mera decorazione. Quando venivano visti dagli occhi giusti, erano anche un messaggio. Un messaggio potente. Un messaggio di tradimento. I proprietari originali di questi calici dovevano fare attenzione a chi vi posava gli occhi sopra. Nell'Inghilterra della prima metà del 1700 un brindisi con questi bicchieri era alto tradimento.

Gli emblemi su questo calice del XVIII secolo erano una dichiarazione della devozione a un re ormai in esilio.
Gli emblemi su questo calice del XVIII secolo erano una dichiarazione della devozione a un re ormai in esilio. // PD

Messi insieme, infatti, la rosa, la foglia di quercia e la stella narravano una storia di lealtà nei confronti di un re esiliato, Giacomo II di Inghilterra. I germogli di rosa raffiguravano il suo figlio ed erede, conosciuto anche come "the Old Pretender". La foglia di quercia era un simbolo della Casa degli Stuart, la linea familiare di Giacomo. La stella rifletteva la speranza che la famiglia degli Stuart tornasse all'antica gloria.

Incoronato nel 1685, Giacomo II era un cattolico che regnava su un paese a maggioranza protestante. La sua fede era tollerata perché sua figlia, Mary, era protestante e con tutta probabilità la sua erede al trono. Nel 1688, però, Giacomo ebbe un figlio, suscitando i timori dei suoi cittadini, che temevano che una dinastia cattolica avrebbe portato a un governo assolutista del papato. Quello stesso anno avvenne dunque la "Gloriosa Rivoluzione". Il genero di Giacomo II, Guglielmo III d'Orange (spostato con la già citata figlia primogenita del Re), portò le proprie truppe olandesi a scontrarsi con quelle di Giacomo e lo costrinse a fuggire. Il Parlamento incoronò Guglielmo III come nuovo Re d'Inghilterra, senza alcuna remora.

Ma qualcuno era rimasto ugualmente fedele a Giacomo II. Passati alla storia come giacobiti, sostenevano e speravano in un ritorno del loro re esiliato. Questa lealtà superò addirittura la vita del Re stesso. Quando morì nel 1701, i giacobiti spostarono la loro lealtà sul figlio, Giacomo Francesco Edoardo Stuart. Molti di loro erano cattolici. Altri erano semplicemente devoti al principio dell'eredità nella successione. Costretti a nascondere le loro affiliazioni cospiratrici, i giacobiti indulgevano in dimostrazioni segrete di supporto reciproco, e questo includeva, appunto, la raccolta di calici incisi con simboli giacobiti. Questi oggetti venivano nascosti in armadi speciali e tirati fuori solo in presenza di una compagnia sicura e accuratamente selezionata.

Non erano solo i bicchieri: anche il modo di fare il brindisi poteva essere un codice. Brindando al re, tenevano il calice sopra a uno sciacquadita sul tavolo, indicando che il loro augurio era indirizzato al re "oltremare", ovvero a Giacomo III (quantomeno dopo la morte del padre). E dopo che l'odiato re Guglielmo III morì in un incidente di equitazione, i giacobiti brindavano al "piccolo gentiluomo in velluto nero", riferendosi alla talpa che aveva scavato la buca su cui il cavallo del Re era inciampato.

Il giacobitismo si diffuse e fiorì nell'atmosfera conviviale delle taverne e delle caffetterie. Nel 1715, i complotti nascosti di questi incontri segreti scoppiarono in aperta ribellione. Il Conte di Mar mise insieme un esercito di 16000 uomini, provenienti soprattutto dalla terra nativa di Giacomo II, la Scozia. La ribellione venne presto sedata e la rivolta vacillò. Venne seguita da un nuovo tentativo nel 1745, guidato dal principe Carlo Edoardo Stuart, nipote di Giacomo II. Dopo che anche questa rivolta venne soppressa, il giacobitismo venne respito nella segretezza dei club privati e dei brindisi in codice.

Questo bicchiere giacobita, molto più franco, è in mostra al Metropolitan Museum of Art di New York City, galleria 509
Questo bicchiere giacobita, molto più franco, è in mostra al Metropolitan Museum of Art di New York City, galleria 509 // Pubblico dominio

I giacobiti dovevano mediare tra due necessità contrastanti: nascondere le loro affiliazioni cospiratorie e propagandare la loro causa. Gli artefatti che si sono lasciati indietro lo esprimono chiaramente.  Ad esempio, un ventaglio dipinto soltanto su un lato con simboli giacobiti poteva essere sventolato liberamente per la stanza o tenuto vicino al petto. Un esempio decisamente particolare è rappresentato da un vassoio coperto in ciò che sembrano macchie casuali di pittura. Ma quando uno specchio curvo è posizionato sul vassoio, nel primo si poteva notare che le macchie diventavano il ritratto del nipote di Giacomo.

Uno specchio speciale rivela che queste macchie dipinte sul vassoio sono in realtà un ritratto di Carlo Edoardo Stuart
Uno specchio speciale rivela che queste macchie dipinte sul vassoio sono in realtà un ritratto di Carlo Edoardo Stuart // ALEX GILLESPIE, WEST HIGHLAND MUSEUM, FORT WILLIAM/CC BY-SA 4.0

Proprio come un brindisi del tradimento al re "oltremare", questi artefatti stuzzicano, giocano tra occultamento e rivelazione. Sono pronti a divulgare il proprio messaggio a un compagno cospiratore, e allo stesso tempo possono ritrasformarsi in semplice ornamento. Dipendeva tutto da come si interpretava il codice. La rosa, la foglia di quercia, la stella: simboli innocui che, appena decodificati, prendevano la forma di una storia complessa di differenti fedeltà. I proprietari originari possono essersene andati da tempo, ma gli oggetti che si sono lasciati alle spalle continuano a raccontare i loro segreti.

 

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