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Boudicca, la coraggiosa regina celtica che guidò la più grande rivolta anti-romana della storia d'Inghilterra
Boudicca (anche conosciuta come Boudica) aveva una statura temibile e una bellezza fuori dal comune. Era dotata di capelli lunghi e fiammeggianti, e al collo portava sempre una collana d'oro celtica simbolo di nobiltà e del legame con l'aldilà.
Boudicca, la coraggiosa regina celtica che guidò la più grande rivolta anti-romana della storia d'Inghilterra
Boudicca (anche conosciuta come Boudica) aveva una statura temibile e una bellezza fuori dal comune. Era dotata di capelli lunghi e fiammeggianti, e al collo portava sempre una collana d'oro celtica simbolo di nobiltà e del legame con l'aldilà.

Boudicca (anche conosciuta come Boudica) aveva una statura temibile e una bellezza fuori dal comune. Era dotata di capelli lunghi e fiammeggianti, e al collo portava sempre una collana d'oro celtica simbolo di nobiltà e del legame con l'aldilà. Si spostava sul carro, incitando i suoi uomini alla battaglia.

Era coraggiosa e determinata. In Storia Romana, Dione Cassio scrive che l'antica regina celtica aveva uno sguardo penetrante e una voce glaciale, e che indossava sempre una tunica multicolore. Oggi, Boudicca è un simbolo culturale importante per gli inglesi, che la ricordano per il coraggio e per la volontà di rivendicare la dignità del proprio popolo.

Boudicca che arringa i britannici

I primi anni di Boudicca e l'affronto subito dai romani

Le principali fonti di informazione sulla regina celtica Boudicca sono romane, e sono da ricondurre a Tacito e Cassio Dione. Dei suoi primi anni di vita, ovviamente, si sa molto poco. Si pensa che fosse nata in una famiglia nobile di Camulodunum (oggi Colchester) intorno all'anno 30.

Al pari di molte altre donne celtiche, Boudicca ricevette un addestramento da guerriera: conosceva tecniche di lotta corpo e corpo e l'uso delle armi. Secondo Tacito, all'età di sette anni circa Boudicca sarebbe andata a vivere con un'altra famiglia, presso cui rimase altri sette anni. In questo periodo imparò anche la storia, la religione e la cultura delle tribù celtiche, oltre ad affinare l'arte militare.

All'età di 18 anni Boudicca sposò Prasutago, re filo-romano della tribù degli Iceni, nell'odierna Anglia Orientale. Quando i Romani conquistarono l'Inghilterra meridionale, nel 43, molte tribù celtiche erano state costrette ad arrendersi, ma i Romani avevano permesso a Prasutago di rimanere al potere, a patto che restasse alleato dell'Impero. Nel 60, però, il re morì senza lasciare eredi maschi. 

Nel testamento, Prasutago aveva specificato che il regno dovesse essere equamente diviso tra la moglie, le figlie e l'Imperatore Romano. Secondo la pratica romana, infatti, i re alleati potevano mantenere i regni ma dovevano lasciarli in eredità a Roma quando morivano. La legge romana non riconosceva la possibilità di lasciare eredità a donne o figlie femmine. Quando il re morì, dunque, i suoi tentativi di proteggere la famiglia furono vani. La sua terra fu confiscata, e anche quella dei nobili Iceni. Boudicca fu umiliata, venendo frustata nuda in pubblico. Le giovani figlie furono violentate.

Boudicca giurò vendetta: "Nulla è al salvo dall'orgoglio e dall'arroganza dei Romani. Deturperanno il sacro e defloreranno le nostre vergini. Vincere la battaglia o perire, ecco cosa io, una donna, farò."

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La vendetta di Boudicca e la ribellione

Boudicca scatenò tutta la sua rabbia contro i soldati romani impegnati in Britannia. La regina celtica chiamò a raccolta i suoi popoli: gli Iceni, i Trinovanti, i Cornovii, i Durotrigi e altre tribù, tutte accomunate dall’odio verso i conquistatori. Istigò i celti a combattere i Romani, in quel momento impegnati a sterminare i Druidi nell'Inghilterra dell'ovest e nel Galles del Nord. Era l'anno 60, o 61: Boudicca guidò l'esercito che voleva far retrocedere il nemico nell'Europa continentale, liberando l'Inghilterra dal giogo dei romani. Il risentimento verso questi ultimi era arrivato ai massimi livelli: gli invasori imponevano pesanti tasse, vietavano le pratiche religiose dei celti e controllavano molti aspetti delle antiche tribù dell'isola.

Boadicea che arringa gli Iceni. Litografia del 1847

Il primo obiettivo militare dell'esercito dei ribelli fu la colonia romana di Camulodunum, dove pare fosse nata Boudicca stessa e dove il risentimento verso i veterani romani era particolarmente intenso. La resistenza fu scarsa e gli ultimi difensori si arresero dopo due giorni di assedio passati trincerati nel tempio dedicato a Claudio. 

In seguito, l'esercito rase al suolo anche Londinium, l'odierna Londra, che non era difesa a sufficienza, e Verulamium, l'odierna St. Albans. I ribelli non furono affatto clementi con i romani (come, d'altro canto, i romani non erano mai stati con loro). Secondo le stime, vennero uccise tra le 70.000 e le 80.000 persone, alcune delle quali torturate.

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Memoria ed eredità di Boudicca

Per molti secoli, Boudicca venne dimenticata. Dopo Tacito e Dione, non ne parlò nessuno. Si pensa che nel VI secolo il monaco britannico Gildas si sia riferito a lei, nella sua opera De Excidio et Conquestu Britanniae. Egli, infatti, parla di una condottiera descritta come una "leonessa infida", che "massacrò i governatori che erano stati lasciati per dare più piena voce e forza agli sforzi del dominio romano".

Non siamo a conoscenza di alcuna fonte medievale che menzioni Boudicca, ma durante il regno di Elisabetta I l'antica regina tornò ad essere una figura importante nella storia inglese. I lavori di Tacito erano stati riscoperti, e l'interesse nei confronti di Boudicca esplose, soprattutto (secondo quanto afferma qualcuno) in un'epoca in cui l'Inghilterra aveva nuovamente una potente regina, con una missione simile a quella di Boudicca: respingere un esercito nemico sul continente. Nel XVI secolo, però, gli invasori erano spagnoli.

Nell'epoca vittoriana, infine, la fama di Boudicca raggiunse il culmine. Divene un'eroina e un simbolo importante: l'incarnazione della battaglia la giustizia e per l'indipendenza.

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