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Valeria Messalina, l'imperatrice più scandalosa e chiacchierata della storia

Pubblicato il giorno 06/07/2020 alle ore 18:46
Valeria Messalina visse a Roma, dove nacque nell'anno 25. Consorte dell'imperatore Claudio, fu un'imperatrice irrequieta e decisamente molto chiacchierata. Su Messalina girarono voci estreme, che volevano che l'imperatrice si lasciasse prendere dalla propria lussuria e commettesse atti un po' insoliti.
Nata in una famiglia patrizia imparentata con la casa Giulio-Claudia, Messalina fu costretta a sposare Claudio a 14 anni, nell'anno 41. Il futuro imperatore aveva trent'anni in più, ed era un uomo con diverse problematiche fisiche. Ma non solo: per lui era ben il terzo matrimonio.

L'attrice Charlotte Wolter ritratta come Messalina da Hans Makart

L'ascesa al potere di Claudio e Messalina


Nel 41 l'imperatore Caligola venne assassinato da alcuni membri della guardia pretoriana dell'Impero. Il Senato, stabilita la necessità di nominare un successore, individuò in Claudio uno degli ultimi esponenti della famiglia imperale ancora in vita. Appresa la notizia della morte di Caligola, che era suo nipote, Claudio si nascose dietro una tenda ma venne "stanato" e dichiarato nuovo Imperatore.
Claudio fece giustiziare gli assassini del nipote, e si apprestò ad occupare la massima posizione imperiale al fianco di Messalina.

Le voci su Messalina come lussuriosa e finta prostituta


Molte fonti ritraggono Messalina come una donna irrequieta, sopraffatta dai desideri della gioventù e dalla sua potente lussuria. Il fatto che fosse imperatrice non le impediva di cercare il piacere anche tra gli uomini del popolo.
Si dice che avesse addirittura obbligato il marito ad ordinare a tutti i giovani prestanti sudditi di concedersi a lei senza indugio. Ma non solo: Messalina avrebbe avuto relazioni incestuosa con i suoi fratelli. Si narra, inoltre, che entrasse nei postriboli sotto falso nome, facendosi passare per una prostituta di nome Licisca. Lì, sfruttando il travestimento, con gli occhi segnati da una mistura di antimonio e nerofumo, offriva il proprio corpo e marinai e gladiatori per ore intere.


Guarda i rivali degli dei; ascolta Claudio
che cosa ha sopportato. Quando la moglie si accorgeva che il marito dormiva,
osando l’Augusta meretrice mettersi dei cappucci da notte
e preferire al talamo del Palatino una stuoia,
lo abbandonava, con non più di una ancella come compagna.
Così, mentre una parrucca bionda nasconde i capelli neri,
entra nel caldo lupanare dalle tende vecchie
e nella stanzetta vuota, tutta per lei; allora nuda con i capezzoli
dorati si prostituisce inventando il nome di Licisca
e offre, o nobile Britannico, il tuo ventre.
Accoglie generosa chi entra e chiede il prezzo
e di continuo, sdraiata, assorbe i colpi di tutti.
Poi, quando il lenone manda via le sue ragazze,
triste se ne va e, l’unica cosa che può fare, per ultima chiude
la stanza, ardendo ancora per l’eccitazione della sua vulva turgida,
e, spossata dagli uomini ma non sazia, se ne va,
con le guance scure e sporca per il fumo della lucerna
porta l’ignobile odore del lupanare nel talamo nuziale.

Giovenale, Satire

Plinio il Vecchio racconta che Messalina avrebbe anche sfidato la prostituta più famosa dell'epoca, in una gara di sesso vinta dall'imperatrice: questa, pare, arrivò ad avere 25 rapporti sessuali in 24 ore.
Dopo queste 24 ore, secondo Giovenale (6,130), “lassata, viris nondum satiata, recessit” ("stanca, ma non sazia di uomini, smise").

Messalina tra le braccia del Gladiatore, Joaquín Sorolla (1886)

Quando si parla di Messalina, purtroppo, non è facile tracciare il confine tra la realtà e la propaganda politica. Si ipotizza, infatti, che i racconti relativi alle sue più turpi avventure sessuali siano stati esagerati (se non inventati) da qualche avversario politico di Claudio (ad esempio un senatore) o dai suoi stessi uomini, per giustificare il futuro assassinio di Messalina.
Riguardo a Messalina abbiamo principalmente testimonianze di Tacito e Svetonio, che però scrissero circa 70 anni dopo la sua morte, da un contesto culturale ostile alla linea imperiale di Claudio.
Quella alle spese dell'Imperatrice fu una vera e propria damnatio memoriae, la "condanna della memoria" che prevedeva la cancellazione completa delle opere e degli atti buoni relativi a una personalità. Le sue statue vennero distrutte, il suo nome venne cancellato da qualsiasi documento e il figlio maschio venne privato del diritto al trono di Roma.


La morte dell'imperatrice Messalina


Messalina era l'amante di diversi personaggi importanti della Roma imperiale. Dopo gli accertati rapporti sessuali con il governatore Appio Giunio Silano e con l'attore Mnestere, Messalina si innamorò di Gaio Silio, che per lei ripudiò la moglie Giulia Silana. Nell'anno 48, sfruttando l'assenza di Claudio, Messalina mise in scena il proprio matrimonio con l'amante, nel corso di una festa di palazzo.
Claudio, non ingelosito ma piuttosto preoccupato di eventuali rivendicazioni da parte di Gaio Silio, diede ordine che i due venissero giustiziati.
Gaio Silio chiese una morte rapida, senza opporre resistenza. Messilina, invece, cercò di sfuggire alla condanna rifugiandosi nei Giardini di Lucullo, dove venne uccisa da un tribuno. Era l'anno 48.

La morte di Messalina,  Georges Antoine Rochegrosse, 1916

Tacito riporta la reazione di Claudio alla notizia:

A Claudio mentre banchettava fu annunciato che Messalina era morta, senza precisare se di mano propria o altrui. Claudio non fece domande, chiese una coppa e continuò il banchetto come di consueto.


Messalina di Félicien Victor Joseph Rops (XIX secolo)






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