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Johatsu: quando le persone giapponesi evaporano nel nulla per ricominciare da capo
Johatsu: un termine che si riferisce a un fenomeno misterioso e inquietante, che getta la sua ombra sulla società giapponese da diversi decenni. Secondo molte testimonianze, esistono molte persone, in Giappone, che "evaporano" improvvisamente.
Johatsu: un termine che si riferisce a un fenomeno misterioso e inquietante, che getta la sua ombra sulla società giapponese da diversi decenni.
Secondo molte testimonianze, esistono molte persone, in Giappone, che "evaporano" improvvisamente. Stressati dal lavoro, tormentati da una vergogna o da un qualche tipo di persecuzione, alcuni cittadini decidono di dissolversi, senza lasciare traccia. La loro identità sparisce, mentre loro scivolano nell'ombra, nascondendosi nell'anonimato o in una nuova identità.
Il fenomeno è stato messo in evidenza dal libro The Vanished: The ‘Evaporated People’ of Japan in Stories and Photographs.


Johatsu: Δεκάδες χιλιάδες άνθρωποι εξαφανίζονται στην Ιαπωνία

Un tabù, ignorato dalle statistiche


Il libro riporta frammenti delle vite delle persone che hanno deciso di fuggire dalla società moderna, per fuggire dalla vergogna. I dati al riguardo non sono chiari: ufficialmente, le persone scomparse non sono più di quelle degli altri paesi occidentali. Ma diverse ricerche mostrano che in realtà, ogni anno, spariscono centinaia di migliaia di persone.
Si tratta di un'evaporazione amministrativa, che annulla intere vite dai registri dello Stato, lo stesso Stato che non riconosce questo fenomeno (o, comunque, non a sufficienza).
Secondo Public Radio International, in Giappone si tratta di un'operazione facilitata dalle leggi sulla privacy, che concede grande spazio di manovra.
Il problema è che, in Giappone, il fenomeno Johatsu è un tabù. Secondo Mauger, una delle autrici del libro, non se ne può parlare. Sotto la società giapponese ce sarebbe una seconda, che permette accoglie alle persone che vogliono "morire", sopravvivendo.
Secondo il "Time", la Missing Persons Search Support Association of Japan, un ente no-profit che fornisce supporto alle famiglie degli "evaporati", sostiene che i numeri ufficiali sotto-stimano e ignorano il fenomeno.


Perché il Giappone è il Paese del Johatsu


Takehiko Kariya, professore di sociologia della società giapponese a Oxford, spiega il motivo dell'esistenza del Johatsu in Giappone.
Negli ultimi 20 anni la scuola ha incoraggiato la creatività e l'espressione individuale in una società che, nelle radici profonde, rimane a forte impronta collettivistica. Questa impronta è impressa e forte nella struttura sociale e nel contesto lavorativo. In una cultura dove il lavoro ha un'importanza molto diversa da quella che gli conferiamo noi, dove lasciare una compagnia è un atto che comporta una grande vergogna, a volte le scelte sono il lavoro fino alla morte (un altro fenomeno tristemente noto in Giappone), il suicidio, o il dissolversi in una nuova vita.




Sanya, il quartiere che è scomparso dalle mappe



Secondo alcune testimonianze, le persone che "evaporano" da Tokyo si nascondono a Sanya, un posto così segreto e coperto di vergogna che è stato rimosso dalle mappe di Tokyo.
In realtà non è chiaro quanto di questo sia leggenda e quanto sia verità. Non è però così inverosimile che Sanya sia uno dei luoghi che ospita la "società nascosta", quella degli scomparsi.
"I guidatori di taxi evitano quel quartiere" scrive Mauger nel libro. "Gli unici che ci vanno sono quelli che vengono esclusi dalla vita bella, e dimenticati da tutti - i senza nome".
In realtà il quartiere Sanya potrebbe non esistere semplicemente perché i suoi confini sono stati incorporati nei confini di quelli adiacenti, per motivi geografici ed economici.

Ma Tom Gill, professore di antropologia sociale alla facoltà di studi internazionali alla Meiji Gakuin University, afferma che la rimozione di Sanya dalla mappa di Tokyo fa parte di una tradizione di lunga data, che consiste nel far finta che un problema non esista.
Il professore traccia un parallelo con l'eta, i "lavori sporchi" dell'era Edo (17esimo - 19esimo secolo). Al di sotto dell'eta c'era una classe ancora inferiore, quelle delle hinin, che significa non-persone. Erano attori erranti, prostitute, persone che si disancoravano dai luoghi di origine senza permesso. Gli hinin non esistevano: non erano censiti. Non potevano sposarci e avere figli.



Yonige-ya, un servizio per le persone che vogliono fare johatsu



Anche se il johatsu è avvolto nel mistero, c'è un business che ne trae beneficio e che è ben identificabile. Vengono chiamati yonige-ya: i "negozi di fughe notturne".
Il Time ha incontrato Miho Saita, una dei CEO di Yonigeya TS Corporation, che realizza questo tipo di servizio.
Miho Saita è scomparsa anch'essa 15 anni fa, dissolvendosi per fuggire da un marito violento.
Ha preso la macchina e il cane, ed ha lasciato la sua vita (era manager di diversi ristoranti).
A volte serve un'intera squadra per realizzare la sparizione di un cliente, facendolo fuggire di nascosto durante la notte. Il servizio costa tra i 450$ e i 2600$, in base alla complessità del caso.
Ogni giorno, la società riceve tra le 5 e le 10 persone.


Il bisogno di evadere, in qualche modo...



Joseph Hincks, del Time, racconta di un suo lavoro molto particolare a Shibuya. Ogni mattina si vestiva, assumeva un nome falso, e andava in un falso castello, costruito al quinto piano di un edificio, fingendosi un maggiordomo aristocratico, vestito all'occidentale, e coccolando delle donne (e a volte degli uomini).
Il gioco voleva che i clienti fossero principesse, o principi, arrivati in una terra lontana dopo un viaggio segreto. Il maggiordomo li guidava in finti giardini coperti di rose, flirtando e raccontando storie.
Si tratta di una fantasia di evasione dove si può notare con facilità il bisogno disperato di fuggire, di trovare qualcosa di lontano, di diverso, una dimensione lontana dal lavoro e anche dal Giappone.
Di recente, persino alcuni cafè hanno cominciato ad offrire il servizio dei "maggiordomi occidentali".
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