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Se il design riflette la distanza e la complessità dei rapporti umani: i lavori di Michael Beitz

Pubblicato il giorno 25/06/2018 alle ore 16:55
Michael Beitz è un artista e designer che ha di recente acquisito una grande popolarità grazie ai suoi lavori originali e significativi.
I suoi progetti, infatti, vogliono rappresentare la complessità dei rapporti umani e la distanza che si crea tra di noi attraverso il design. Così, grazie a questa intuizione geniale, un tavolo rappresenta lo spazio ingarbugliato che si crea tra due persone, e un divano, luogo di intimità e calore, si contorce su sé stesso, e il risultato è spiazzante.

La complessità delle relazioni espressa attraverso il design
Michael Beitz

La complessità delle relazioni espressa attraverso il design
Michael Beitz


Abbiamo chiesto a Micheal di parlarci dei suoi lavori e della sua arte. La sua risposta ci arriva come una profonda riflessione sul rapporto tra emozioni e oggetti, spazi e relazioni, design e sentimenti.

- Perché hai scelto questo soggetto per rappresentare le relazioni tra gli umani? Pensi che tavoli e divani possano modellare l'intimità e gli spazi intorno a noi? Cos'è, per te, la connessione tra design degli interni ed emozioni?
"Dopo aver finito la scuola d'arte, mi è stata offerta l'opportunità di lavorare come fabbricatore di mobili pregiati, e ho continuato a lavorare per i designer di mobili. Ho capito che stavo comparando i processi e le forme dei mobili a esperienze emotive, così ho cominciato a disegnare ed abbozzare alcune idee. Ho anche provato forti connessioni con i mobili e questo mi ha incuriosito. C'è un mistero in questo, e non è solo un'attrazione verso la forma, ma si tratta di una connessione all'oggetto che deriva da un'esperienza passata o da una memoria inconoscibile."

- Pensi che la moderna enfasi sul design abbia complicato la relazioni tra gli umani? O, al contrario, le ha semplificate?
"Gli oggetti del mobilio modellano effettivamente il nostro senso dello spazio e l'intimità, non solo in modo strutturale per quanto riguarda la loro funzione, ma anche come collettori di energia. Certi oggetti hanno il potere di cambiare i nostri comportamenti, e diventano molto importanti per la nostra vita quotidiana. Abbiamo vere e proprie relazioni con i nostri mobili, ed è per questo che stiamo attenti a scegliere qualcosa con cui vogliamo passare il tempo, o ci innamoriamo di un pezzo di mobilio anche se non abbiamo abbastanza spazio per esso.
Il design degli interni può essere usato per esprimere e modellare emozioni in una stanza o in un luogo. Mi interrogo sulle limitazioni di quello che può essere provato in particolari spazi in base a come possono essere stati progettati. Quando quasi ogni aspetto del design ha rigidi standard e restrizioni, dalla larghezza all'altezza di una sedia alla dimensione di una porta, è evidente che c'è una mancanza di creatività, libertà e funzionalità nelle nostre vite. Possiamo davvero essere onesti sui nostri sentimenti e sulle nostre emozioni quando siamo circondati da spazi e oggetti che producono aspettative comportamentali? Se l'influenza del design fosse nelle mani di chi lo usa, vivremmo in luoghi molto più umani."

- Quali pensi che siano le principali emozioni e i principali temi espressi dai tuoi lavori?
"Il mio lavoro viene da un luogo molto emotivo e spesso riguarda le sensazioni della solitudine e dell'incapacità di comunicare. C'è una vera e propria brama di connettersi agli altri, ma io metto in dubbio le nostre priorità di amare davanti alla necessità di possessione e di status. Voglio realizzare oggetti che ci ricordino che stiamo sentendo qualcosa, e che non siamo soltanto parte di un sistema standardizzato di oggetti e doveri. Non possiamo separare l'architettura dall'amore o il design dai sentimenti. La vedo come un'ininterrotta forma in conflitto con sé stessa."

Visitate il sito di Micheal per seguire i suoi lavori!

La complessità delle relazioni espressa attraverso il design
Michael Beitz
La complessità delle relazioni espressa attraverso il design
Michael Beitz
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