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8 esperimenti concettuali illustrati per espandere la mente

Pubblicato il giorno 10/07/2018 alle ore 16:36
Un esperimento mentale, o esperimento concettuale, è un espediente utilizzato da filosofi e fisici teorici per indagare la natura dell'uomo e dell'universo. Più che dare risposte, l'esperimento concettuale vuole sollevare consapevolezza sull'incertezza di alcune questioni esistenziali.
Questi esperimenti non vengono effettuati per davvero, ma rimangono nel mondo delle ipotesi.
Dal mondo della fisica, conosciamo l'esperimento del gatto di Schrödinger. Dal mondo della filosofia, è famoso quello di Achille e della tartaruga.

Ecco altri 8 esperimenti concettuali filosofici, illustrati dall'artista e filosofa Helen De Cruz.



La mancante sfumatura di blu
Esperimento concettuale della mancante sfumatura di blu
L'esperimento mentale: un uomo ha visto tutti i colori, tranne per una particolare sfumatura di blu. Ma ha visto le altre gradazioni di questo colore. Se le dispone nella sua mente, sarebbe chiaro che ne manca una. Sarebbe capace di riempire lo spazio usando la sua immaginazione?

Significato: Hume ha ideato questo esperimento concettuale come controesempio della sua idea che impariamo dal mondo attraverso l'esperienza. Se questo fosse il caso, non saremmo capaci di riempire lo spazio con la sfumatura mancante di blu, ma sembra che ci riusciamo. Questo è un problema per la teoria di Hume, che però lo ritiene un'eccezione.

Fonte: Ricerca sull'intelletto umano, Hume D. (1748)


La macchina dell'esperienza
Esperimento concettuale della macchina dell'esperienza
L'esperimento mentale: la "macchina dell'esperienza" è un dispositivo speciale che può darci qualsiasi esperienza ci piaccia. La macchina ci farà credere che stia davvero succedendo, mentre in realtà stiamo galleggiando in un contenitore, con degli elettrodi attaccati al cervello. Ti attaccheresti a questa macchina per la vita? La tua vita sarebbe programmata per massimizzare il piacere, ma mentre sei attaccato crederesti reale un'esperienza che non lo è.

Significato: Cos'è la felicità? I filosofi hanno dibattuto spesso sulla questione, chiedendosi se la felicità sia più del piacere. A prima vista, sembra che il piacere possa essere sufficiente per la felicità. Questa posizione è detta edonismo. Ma l'esperimento della macchina delle esperienze sfida quest'idea. Se il piacere fosse abbastanza, ti attaccheresti alla macchina senza neanche pensarci. Ma molti di noi esiterebbero. Quindi, secondo Nozick, vogliamo di più dalla vita. Abbiamo progetti e obiettivi, ed essere attaccati a una macchina, vivendo una vita falsa, non è il modo per arrivarci. Questo sembra disconfermare la posizione edonistica.

Fonte: Nozick, R. (1974). Anarchia, stato e utopia.





Il bambino e il pozzo
Esperimento concettuale del bambino e del pozzo
L'esperimento mentale: Mengzi considera il caso di un bambino che sta per cadere in un pozzo. Senza eccezione, ognuno di voi si sentirebbe allarmato e angosciato da questa situazione. Questo non sarebbe perché speri di guadagnare il favore dei parenti o di fare bella figura con qualcun altro, né perché non ti piace il pianto di un bambino, o perché la tua reputazione soffrirebbe dal fatto che non l'hai aiutato. Mengzi conclude che la sensazione di compassione fa dunque parte dell'essere umano.

Significato: Mengzi era un filosofo cinese che visse nel IV secolo a.C., e seguì la tradizione di Kongzi (Confucio). Sviluppò la teoria che gli umani hanno quattro radici (o germogli): ren (umanità, compassione), yi (correttezza), li (proprietà rituali) e zhi (saggezza). I germogli sono presenti in tutti gli esseri umani, ma devono essere coltivati per fiorire, proprio come piante che hanno bisogno di acqua per crescere. Questo esperimento concettuale esplora l'idea che hanno una compassione innata.


Fonte: Mengzi: With Selections from Traditional Commentaries



La bella addormentata
Esperimento concettuale della bella addormentata

L'esperimento mentale: la Bella Addormentata prende parte a un esperimento, in cui i ricercatori la mettono a dormire. Le viene detto che una moneta verrà lanciata, e ogni volta che si sveglia ella verrà messa di nuovo a dormire con un farmaco che le fa dimenticare che si è svegliata. Se dalla moneta esce croce, la bella verrà svegliata brevemente di Lunedì e Martedì. Se esce testa, sarà svegliata soltanto di Lunedì. Quando la bella verrà svegliata un Lunedì, non sapendo che giorno è, in quale misura dovrà ritenere probabile che dalla moneta è uscito testa?

Significato: Si potrebbe pensare che la probabilità che dalla moneta esca testa sia 1/2. Questa è la probabilità di base della moneta, e la Bellezza non riceve nuove informazioni che potrebbero indurla a pensare diveramente. Ma Adam Elga pensa che la credenza della bellezza sulla probabilità che sia uscita testa dovrebbe essere 1/3. La bellezza non sa se è Lunedì o Martedì, quindi dovrebbe pensare che potrebbe essere entrambi. Quindi, quando la bellezza si sveglia, P(Croce e Martedì) = P (Croce e Lunedì) = P(Testa e Martedì). La probabilità di ognuna di queste possibilità dovrebbe essere 1/3.

Source: Elga, A. (2000). Self‐locating belief and the Sleeping Beauty problem. Analysis, 60, 143-147.

Otto e Inga visitano il museo
Esperimento concettuale di Otto e Inga che visitano il museo

L'esperimento mentale: Otto e Inga entrambi vogliono visitare il Museo di Arte Modena. Otto ha l'Alzheimer. Consulta un quaderno che porta sempre con sè. Il suo quaderno gioca lo stesso ruolo di una memoria biologica. Gli dice che il MoMA è sulla 53esima Strada.
Inga consulta la sua memoria biologica e si forma la stessa credenza. Ora, Inga aveva una (tacita) credenza su dove fosse il MoMA, anche prima che recuperi l'informazione nella memoria (dopoché, la credenza diventa esplicita). Anche se non è archiviata nel suo cervello, ma in un supporto esterno, possiamo dire che l'annotazione di Otto sulla locazione del museo sia anch'essa una credenza?

Significato: Sono i pensieri cose che accadono soltanto nella nostra mente, o anche nel mondo? Sembra che in questo caso il quaderno di Otto funzioni esattamente come il cervello di Inga. Ma se chiamiamo una credenza la memoria di Inga sulla locazione del museo, dovremmo chiamare "memoria" anche quella di Otto, anche se non è nel suo cervello. Si potrebbe affermare, tuttavia, che non è una credenza, perché qualcuno potrebbe rovinare il quaderno o rubarlo. Ma anche il cervello di Inga potrebbe subire qualcosa che corrompa la sua memoria. Ad esempio quando è ubriaca.


Fonte: Clark, A., & Chalmers, D. (1998). The extended mind. Analysis, 58, 7-19.




Il giardiniere invisibile
Esperimento concettuale del giardiniere invisibile
L'esperimento concettuale: Due persone ritornano nel loro giardino, per lungo tempo lasciato a sé stesso. Anche se il giardino ha un aspetto selvaggio, ci sono ancora molti fiori in fioritura. Una delle due persone dice "Deve esserci un giardiniere che lavora qua". L'altro replica "Non penso". Per capire chi ha ragione, esaminano il giardino e chiedono ai vicini, che non hanno mai visto nessuno lavorarci. Cercano anche di capire cosa succede ai giardini che sono lasciati senza cura. "Vedi" dice lo scettico. "Non c'è giardiniere". Il credente rispose "Questo giardiniere è invisibile, e se guardiamo meglio troveremo degli indizi del fatto che viene, non visto e non udito. L'altro continua a rimanere sulle sue posizioni. Questa disputa potrà mai essere risolta?

Significato: Questa discussione è una analogia con il dibattito sull'esistenza di Dio, e su come un teista e un ateo possano vedere le cose diversamente. Un teista può vedere un disegno, un ateo no. La questione che dobbiamo porti è in che misura possiamo vedere alcune caratteristiche della realtà come prova dell'esistenza di Dio o prova della sua assenza. Si tratta davvero di una disputa su dei fatti, o sono solo due modi diversi di vedere il mondo, come giardino o come natura selvaggia?


Fonte: Wisdom, J. (1944/45). Gods. Proceedings of the Aristotelian Society, 45, 185-206

Il nobile russo
Esperimento concettuale del nobile russo

L'esperimento concettuale: un giovane nobile russo idealista intende donare tutti i suoi possedimenti ai contadini, non appena li erediterà. Realizza però che i suoi ideali potrebbero dissolversi nel frattempo. Ma certifica la sua intenzione in un documento legale, che può essere revocato soltanto da sua moglie, e le chiede di prometterle di non revocarlo se in seguito lui cambierà idea. Dice anche che questi ideali sono essenziali per lui: "Se li perdo, voglio che tu pensi che io ho cessato di esistere". Ora, supponiamo che, più avanti nel corso della vita, il nobile chieda a sua moglie di revocare effettivamente i documenti. Cosa dovrebbe fare lei?

Significato: Questo è un rompicapo sull'identità personale. Si può forse ritenere che il "vecchio" nobile la stessa persona del "giovane" nobile? O che, al contrario, il "giovane" nobile sia da considerarsi, ormai, scomparso per sempre?

Fonte: Parfit, D. (1984). Reasons and persons. Oxford: Oxford University Press.

L'uomo galleggiante
Esperimento concettuale dell'uomo galleggiante

L'esperimento: questo esperimento compare in diversi scritti di Ibn Sina (Avicenna). Immaginiamo un uomo che sia portato all'esistenza da adulto, senza alcun ricordo precedente. Sta galleggiando nell'aria, i suoi occhi sono chiusi, non sente niente e i suoi arti e le dita non si toccano a vicenda: non ha dunque nessuna sensazione tattile. La domanda è: quest'uomo sarebbe forse consapevole di esistere?


Significato: la domanda che si pone Avicenna è se siamo il nostro corpo o se siamo qualcosa di più. Avicenna pensa che l'uomo galleggiante sarebbe consapevole di qualcosa. Ma se non ha sensazioni corporee o ricordi, allora la consapevolezza di sé deve risiedere nell'anima.

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