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10 delle fughe di prigione più epiche di sempre

Pubblicato il giorno 13/10/2017 alle ore 20:42
Vi siete mai immaginati cosa fareste se finiste in prigione?
Forse tentereste la fuga, utilizzando ogni mezzo a disposizione?
La storia è piena di casi che dimostrano che in realtà uscire di prigione non è così impossibile. Certo, servono diversi ingredienti che non tutti hanno: coraggio, ingegno, fantasia e una buona dose di prestanza fisica.
Ecco le storie delle evasioni più spettacolari ed epiche di sempre, compiute da veri e propri maestri della fuga!

Joseph Bolitho Johns, australiano, fuggì dalla prigione così tante volte che venne messo in una cella speciale. La cella era così sicura che il governatore gli promise che, se fosse riuscito a fuggire da quella, gli avrebbe concesso la libertà (cosa che Johns fece nel 1867)
Joseph Bolitho Johns
1. PD // Wikimedia -- 2. GhostieGuide // CC BY-SA 3.0

Arrestato dopo alcuni suoi furti (principalmente di cibo, ma anche di cavalli), J. B. Johns venne rinchiuso nella colonia penale britannica dell'Australia Occidentale. Riusciva però a liberarsi ogni volta, soltanto per essere poi catturato nuovamente in flagranza di reato. Nel 1867 fuggì dalla "cella speciale" e da allora non venne più imprigionato, benché continuasse a rubare: la promessa del governatore lo protesse a lungo.

Kazimierz Piechowski, prigioniero politico ad Auschwitz, fuggì vestendosi da guardia nazista insieme ad altri tre prigionieri. Rubò un mezzo e, arrivato al cancello, urlò semplicemente l'ordine di aprire
Kazimierz Piechowski
PD


Piechowski e i suoi "colleghi" riuscirono a rubare delle divise naziste da un deposito. Fuggendo, portarono via anche un report di intelligence che un prigioniero polacco aveva loro affidato, destinato al movimento polacco di resistenza.
Il gruppo divenne nervoso quando il cancello non gli venne aperto: Piechowski aprì allora la sua portiera, si allungò per mostrare il distintivo che aveva rubato e urlò di farli passare.
Così riuscirono a fuggire.

Yoshie Shiratori, conosciuto come "l'artista della fuga dell'Era Showa", fuggì quattro volte da prigione forzando serrature con dei fili di metallo, segando pavimenti con lamiere di metallo, scavandosi tunnel con le ciotole
Yoshie Shiratori
PD

Un uomo dall'ingegno straordinario: arrestato nel 1933, forzò le sue manette con un un filo di metallo e fuggì. Dopo essere stato ri-catturato anni dopo, scappò passando dai condotti dell'aria. Due anni dopo, imprigionato nuovamente, usò della zuppa di miso per fare arrugginire le sue manette.
Fuggì tante volte nella sua vita che alla fine si consegnò spontaneamente.

John Dillinger, gangster americano degli anni della Grande depressione, creò una falsa pistola intagliando una patata, e così riuscì a intimidire le guardie e a fuggire
John Dillinger
PD


Come alcuni altri durante la Grande Depressione, John Herbert Dillinger rapinò diverse banche tra il 1933 e il 1934. Alla fine fu catturato e messo in una cella "a prova di fuga". Anche se gli eventi sono ancora poco chiari, i file dell'FBI riportano chiaramente che Dillinger creò una falsa pistola da una patata, usando un rasoio. Dopo aver minacciato 33 carcerieri e detenuti, li chiuse nelle celle e rubò - insieme a un altro detenuto - due mitragliatrici. Scavalcò dunque il muro della prigione e rubò l'auto di uno sceriffo, oltrepassando tranquillamente 50 guardie che erano di guardia proprio per lui.


Mark DeFriest fece 13 tentativi di evasione, 7 dei quali ebbero successo. Poteva memorizzare le forme delle chiavi dei carcerieri e riprodurle con qualsiasi cosa
Mark DeFriest
FoundObjectFilms // Wikimedia // CC


Conosciuto anche come lo "Houdini della Florida", DeFriest era capace di disassemblare e riassemblare orologi e motori fin da quando aveva sei anni.
Aveva però problemi di comportamento e non riusciva a rapportarsi con le persone.
Nel 1980 la sua madrina lo denunciò perché Mark prese alcuni averi del padre prima che il testamento fosse effettivo: teoricamente era un furto. Quando arrivò la polizia Mark ebbe un attacco di panico e scappò. Per questo venne condannato a quattro anni.

Fece diversi tentativi di fuga, durante i quali purtroppo venne sempre catturato. Una volta saltò la recinzione e fece partire una macchina; un'altra creò una pistola a zip da un tubo per il dentifricio.
Riusciva a riprodurre le chiavi soltanto guardandole.
Alla fine, dopo i vari reati commessi nei tentativi di fuga, la sua sentenza venne allungata a 34 anni.


Daniel Luther Heiss evase nel 1995, quando scoprì che la chiave disegnata sul libretto informativo dei prigionieri era il pass-par-tout dell'intera prigione, e la replicò
Daniel Luther Heiss
News Limited


Condannato a vita per aver ucciso un uomo in Australia, riuscì ad aprire la porta della sua cella insieme al suo compagno di cella, un gioielliere. Ricrearono la chiave disegnata sul libretto informativo del carcere: dopo un po' di prove ed errori, quella chiave aprì la porta.
Heiss venne ripreso 12 giorni dopo. I libretti e le serrature vennero cambiate...


Steven Jay Russell finse un attacco di cuore per farsi portare in ospedale, e da lì chiamò l'ospedale fingendosi un agente dell'FBI, ordinando allo staff di liberarlo
 Steven Jay Russell
George Hixson


Truffatore, quando venne scoperto riuscì ad ingannare tutti quanti. Alla fine, però venne catturato e condannato a 144 anni di prigione.

Nel 2001, Pascal Payet si diede alla fuga dirottando un elicottero.
Due anni dopo liberò tre suoi amici nello stesso modo. Quando venne messo di nuovo in prigione, fuggì ancora una volta nello stesso modo.


Un dirottatore di elicotteri seriale. Alla fine è stato ri-catturato, ed è chiuso in un carcere sconosciuto per motivi di sicurezza.

Alfred George Hinds, criminale britannico, evase di prigione scalando un muro di sette metri, e un'altra volta rinchiudendo due guardie che lo avevano accompagnato
in bagno
Alfred George Hinds
Ladro di gioielli, Hinds venne arrestato nel 1953, ma fuggì dalla prigione di Nottingham. Entro un anno venne di nuovo catturato, ma in tribunale chiuse due guardie che lo accompagnavano in bagno.
Dopo essere stato imprigionato di nuovo a Chelmsford, fuggì di nuovo e visse due anni a piede libero.

Choi Gap-bok usò le sue abilità di yoga per passare da un buco della cella
Choi Gap-bok
Choi Gap-bok venne arrestato nel 2012 come sospetto di una rapina. Con 23 anni di pratica yoga, si spalmò di unguento e riuscì a passare dal buco che le guardie usavano per mettergli il cibo in cella.
Venne catturato di nuovo qualche giorno dopo, e messo in una cella con un buco più piccolo.

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