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Camille Claudel: la vita tumultuosa di una scultrice francese incompresa e dimenticata
Camille Claudel fu una scultrice francese dalla vita estremamente tumultuosa e dal talento messo in ombra dalla tempestosa relazione che la donna ebbe con uno scultore molto più famoso: Auguste Rodin, che fu suo maestro e colui che la aiutò ad emergere, ma anche, infine, la causa della sua rovina.
Camille Claudel: la vita tumultuosa di una scultrice francese incompresa e dimenticata
Camille Claudel fu una scultrice francese dalla vita estremamente tumultuosa e dal talento messo in ombra dalla tempestosa relazione che la donna ebbe con uno scultore molto più famoso: Auguste Rodin, che fu suo maestro e colui che la aiutò ad emergere, ma anche, infine, la causa della sua rovina.

Camille Claudel fu una scultrice francese dalla vita estremamente tumultuosa e dal talento messo in ombra dalla tempestosa relazione che la donna ebbe con uno scultore molto più famoso: Auguste Rodin, che fu suo maestro e colui che la aiutò ad emergere, ma anche, infine, la causa della sua rovina. Se oggi il nome di Camille Claudel non è conosciuto quanto quello di Rodin, si deve anche al fatto che la scultrice fosse donna, in una società non ancora pronta a riconoscere i meriti delle artiste.

Per molti anni, Claudel fu studentessa, assistente, musa, modella ed amante di Rodin. Ma è ingiusto ricordarla solo per questo: fu un'incredibile scultrice dotata di un notevole talento, benché non ebbe mai il successo che desiderava e meritava durante la vita. Non fu totalmente sconosciuta, ma la sua importava venne ovviamente messa in ombra da quella di Rodin. Spesso confinata nei rigidi ruoli di genere e infine abbandonata dalla persona che amava di più al mondo, Camille Claudel terminò la propria vita in modo tragico e solitario.

Oggi, il talento di Claudel è stato in parte riscoperto e celebrato, ma ancora molte persone non conoscono il suo nome. Qui sotto trovate la storia della vita e della carriera della scultrice Camille Claudel.

Camille Claudel

L'infanzia e l'educazione di Camille Claudel

Claudel nacque in una famiglia benestante a Fère-en-Tardenois, un piccolo villaggio nella Francia settentrionale, l'8 dicembre del 1864. La famiglia si trasferì pochi anni dopo a Bar-le-Duc, dove Camille iniziò la sua educazione presso le Suore della dottrina cristiana. 

Nel 1876 Camille iniziò a sperimentare con l'argilla e a modellare le sue prime forme umane. Aveva soltanto 12 anni, al tempo, ma il suo talento fu subito evidente. Le sue sculture venivano cotte dalla cuoca nel forno di casa. Mentre il padre era estremamente supportivo rispetto allo sviluppo delle capacità artistiche della figlia, la madre, Louise Anthanaïse Claudel, fece fin da subito di tutto per soffocare la sua vocazione. Allineata alle norme sociali del tempo, Louise considerava la professione "poco femminile", e avrebbe preferito che la figlia si concentrasse sulle sue prospettive di matrimonio.

Nel 1881 la famiglia si trasferì a Parigi. Questo, per Camille Claudel, fu una grande fortuna: potè frequentare il Louvre, affittò uno studio con altre tre artiste e iniziò a frequentare l’Academié Colarossi, un accademia d'arte particolarmente progressista che non soltanto accettava donne come studentesse, ma permetteva anche loro di ritrarre nudi maschili. Qui, Camille frequentava le lezioni Alfred Boucher, il suo primo maestro e sostenitore. Nel 1883, Boucher decise di partire per l’Italia e si fece sostituire nell’insegnamento da Auguste Rodin, raccomandandogli in particolar modo proprio Camille.

Camille Claudel nello studio di Parigi

Il rapporto tra Camille Claudel e Auguste Rodin

Rodin rimase subito impressionato dal lavoro della Claudel. I suoi primi lavori, come La vieille Hélène (La Vecchia Hélène), erano caratterizzati da un realismo crudo che lo affascinò e lo spinse a chiederle di lavorare con lui come apprendista nel suo stesso studio. Claudel entrò nello studio di Rodin a partire dal 1884. Lo scultore, che aveva ben 23 anni più di lei, le chiese più volte di posare per lui e di aiutarlo a modellare i piedi e le mani delle sue grandi opere.

Claudel affinò le sue abilità lavorando con Rodin, contribuendo significativamente ad alcuni dei suoi pezzi più famosi, inclusi La Porta dell'Inferno e I borghesi di Calais. Nel frattempo, però, Claudel lavorò anche per affermare la propria carriera d'artista, e tra il 1882 e il 1889 esibì regolarmente le proprie opere nel Salon des Artistes Français. Grazie ad alcuni contatti avuti tramite Rodin, Camille Caludel poté vendere alcune sue opere ai Musei di Francia negli anni '90 del 1800.

Busto di Rodin di Camille Claudel

Il rapporto tra Claudel e Rodin non era affatto soltanto professionale. I due nutrivano un mutuo rispetto e una ammirazione reciproca, ma erano anche amanti. Fin dai primi tempi, per Rodin lei non era soltanto una modella, un'apprendista e una musa, ma anche un'appassionata amante. Rodin creò diversi ritratti della ragazza, tra cui Camille Claudel con Capelli Corti. A sua volta, lei lo ritrasse in diverse occasioni: una delle più famose fu Busto di Rodin. I due artisti si influenzarono a vicenda in modo profondo.

La rottura con Rodin

Rodin e Camille Claudel viaggiarono molto tra il 1887 e il 1894, ma il loro rapporto iniziò ad entrare in crisi nel 1892. Per tutto questo tempo, infatti, Rodin aveva una compagna, Rose Beuret, dalla quale aveva avuto anche un figlio. Non mostrava alcuna intenzione di lasciarla. Questo, oltre al desiderio sempre più intenso di emergere dall'ombra dell'amante, acuì le distanze tra i due.

Benché Camille fosse un'artista affermata, le persone continuavano a paragonarla a Rodin e ad attribuire il suo talento e la sua tecnica alla sua frequentazione con l'artista. Cercando di distinguersi dal suo ex-amante e di dimostrare la propria creatività e genialità, Claudel diede una nuova direzione al proprio lavoro. Iniziò ad esplorare scene più intime, composizioni più complesse, nuovi soggetti e materiali più difficili da gestire. Alcuni dei suoi lavori più evocativi e sensazionali appartengono questo periodo, come Il Waltz, L'OndaSakuntala.

Camille Claudel, L'Onda, 1897

La rottura finale e definitiva con Rodin avvenne quando Camille Claudel terminò uno dei suoi pezzi più impressivi e sfidanti, L'Età Matura. Questo incredibile lavoro mostra una giovane donna inginocchiata che si protende verso un uomo più anziano, mentre quest'ultimo viene tirato via dall'abbraccio rapace di una vecchia donna nodosa. Benché alcune interpretazioni la vedono come un'allegoria delle diverse fasi della vita, all'epoca del debutto molti videro l'opera come un'espressione artistica della rottura tra Claudel e Rodin.

Quando lui vide la scultura per la prima volta, fu shockato, arrabbiato e offeso. In seguito, ritirò il supporto pubblico per i lavori della ex-partner e tagliò ogni rapporto con lei. I lavori a lei commissionati vennero revocati senza troppe spiegazioni, e molti ipotizzano che sia stato Rodin a spingere i Musei Francesi e terminare la collaborazione con la Claudel.

Riguardo a l'Età Matura, Paul Claudel, fratello di Camille, scrisse: «Mia sorella Camille, implorante, umiliata, in ginocchio, lei così superba, così orgogliosa mentre ciò che si allontana dalla sua persona, in questo preciso momento, proprio sotto i vostri occhi, è la sua anima».

 Camille Claudel, L'Età Matura
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I tristi ultimi anni di Camille Claudel

Dopo la rottura definitiva con Rodin, Camille Claudel andò incontro ad un rapido declino. Il sessismo da cui era stata precedentemente schermata grazie alla collaborazione con Rodin la investì in pieno, e la scultrice perse quasi ogni supporto per le sue opere sempre più sensuali, non considerate lavori adeguati per un'artista donna.

La sua carriera declinò rapidamente e lei cadde in rovina finanziaria. L'artista sviluppò stati di paranoia, e si convince che Rodin stesse complottando contro di lei per rovinarla e rubare le sue idee. Si isolò sempre di più, e arrivò addirittura a distruggere alcuni suoi pezzi per impedire a Rodin di copiarli. Si rifiutò di scolpire nuove opere. Entro il 1911 la situazione aveva raggiunto livelli critici.

Nel marzo del 1913 suo padre, che l'aveva sempre supportata e incoraggiata, morì. Nessuno, nella sua famiglia, la informò. Dopo questo, la relazione con la madre, già pessima, si complicò ulteriormente. La donna aveva continuato a considerare lo stile di vita di Camille come "poco femminile", e la natura dei suoi lavori la avevano ulteriormente convinta di ciò.

Non si sa molto della relazione della Claudel con i fratelli, anche se aveva effettuato alcuni busti di suo fratello e almeno uno della sorella. Però, si sa per certo che, poco tempo dopo la morte del padre, la famiglia di Camille la fece internare in un manicomio. Ci rimase per 30 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1943. Ricevette ben poche visite da famiglia e amici. Passò il resto dei suoi giorni in isolamento, lontana da tutto ciò che aveva reso vibrante la sua vita.

"Sono caduta nell'abisso" scrisse l'artista in una lettera. "Vivo in un mondo così curioso, così strano. Del sogno che era la mia vita, questo è l'incubo." Dopo la morte solitaria, il corpo venne seppellito in una tomba senza nome sul terreno del manicomio.

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