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Tarrare, l'uomo che mangiava tutto
La figura di Tarrare è stata spesso comparata a quella dei giganti Gargantua e Pantagruel, nati dalla fantasia di Rabelais. A differenza loro, però, Tarrare esistette per davvero, in Francia, a cavallo tra il 1700 e il 1800.
Tarrare, l'uomo che mangiava tutto
La figura di Tarrare è stata spesso comparata a quella dei giganti Gargantua e Pantagruel, nati dalla fantasia di Rabelais. A differenza loro, però, Tarrare esistette per davvero, in Francia, a cavallo tra il 1700 e il 1800.

La figura di Tarrare è stata spesso comparata a quella dei giganti Gargantua e Pantagruel, nati dalla fantasia di Rabelais. A differenza loro, però, Tarrare esistette per davvero, in Francia, a cavallo tra il 1700 e il 1800. Era una figura dotata di fame mostruosa, a tal punti da essere considerata una vera e propria condizione medica, se non soprannaturale. Ai tempi, il fenomeno fu raccontato con dovizia di particolari dal dottor Baron Percy ai primi dell’Ottocento. La sua relazione medica, comparsa nel Journal de médecine, chirurgie, pharmacie del 1804, è una preziosa fonte storica per quanto riguarda Tarrare.

La descrizione fisica di Tarrare

Si dice all'età di 17 anni Tarrare potesse già consumare un ammontare di manzo pari al suo stesso peso. Non è chiaro se Tarrare fosse il suo vero nome, o se derivasse invece da un'espressione popolare nella Francia di quel periodo: "bom-bom tarrare!" indicava potenti esplosioni. Il suo aspetto, a quanto pare, era relativamente normale. Nonostante le quantità abnormi di cibo consumato, non era particolarmente obeso, ma aveva una bocca estremamente larga e flessibile, che gli permetteva di inghiottire oggetti enormi tutti interi. Però, a quanto pare, aveva denti in pessimo stato, e uno stomaco oblungo e penzolante, che egli doveva avvolgere intorno alla vita quando era vuoto. Inoltre emanava un pesismo odore, e questo dato decisamente non stupisce. Secondo quanto scritto su The London Medical and Physical Journal, "egli spesso puzzava a tali livelli che non poteva essere mantenuto a una distanza inferiore a 20 passi".

Illustrazione di Tarrare di George Cruikshank
Illustrazione di Tarrare di George Cruikshank
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Cacciato di casa perché consumava troppo cibo

Nato nella campagna francese presso Lione, negli anni '70 del 1700, Tarrare consumava talmente tanto cibo che i suoi genitori lo sbatterono fuori di casa, quando era ancora adolescente. Secondo alcune fonti, Tarrare andò in giro per le province Francesi "in compagnia di rapinatori, prostitute e vagabondi", prima di trovare impiego con un ciarlatano itinerante. Questo "impiego" gli permetteva di sfruttare la sua abilità: Tarrare si metteva in mostra ingoiando pietre e - orribilmente - animali vivi.

Nel 1788 lasciò l'impiego e si trasferì a Parigi, dove si esibì sulle strade, ingoiando interi cesti di mele, sugheri e altri oggetti. Dopo uno di questi spettacoli dovette essere ricoverato per un'istruzione intestinale. Dopo essere stato curato, si racconta che Tarrare avesse offerto al chirurgo di mostrare i propri talenti ingoiando l'orologio e la catena dell'uomo. Egli rispose che non era interessato, e che avrebbe aperto in due il ragazzo se questi avesse ingoiato i suoi preziosi.

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Tarrare soldato e spia

Quando scoppiò la Rivoluzione, Tarrare si arruolò nell'esercito francese. Ma le razioni di cibo offerte dall'esercito non erano sufficienti per il suo appetito, e presto venne portato all'ospedale di Soultz perché lamentava una estrema fiacchezza. Gli venne offerta una razione quadrupla e inghiottì inoltre vari intrugli trovati nella farmacia, ma i suoi bisogni rimasero non soddisfatti. I chirurghi dell'esercito erano così impressionati che chiesero di tenere il ragazzo in ospedale per condurre degli esperimenti. Mentre era lì, Tarrare mangiò un razione di cibo pensata per 15 uomini, incluse due enormi torte di carne e quattro galloni di latte. Mangiò anche diversi animali vivi, tra cui serpenti, che a quanto pare erano i suoi preferiti. I dottori, tra cui M. CourvillePierre-François Percy, tra i maggiori chirurghi militari dell'epoca, si dichiararono esterrefatti.

Dopo qualche mese in ospedale, i militari volevano che Tarrare tornasse sul campo di battaglia, ma i dottori erano reticenti nel separarsi da questo interessante soggetto. Courville escogitò un piano ingegnoso, anche se bizzarro, per far sì che Tarrare servisse scopi sia scientifici sia militari: propose che egli diventasse corriere di documenti segreti, sfruttando il proprio corpo come cassetta di sicurezza. Gli chiese di inghiottire una scatola di legno con un documento e due giorni dopo Tarrare tornò dalle latrine dell'ospedale con la scatola e il documento in buone condizioni. Dopo aver ripetuto l'esperimento al quartier generale dell'esercito francese sul Reno (chissà che non fosse presente anche Napoleone), Tarrare venne assunto ufficialmente come spia. Il suo primo compito era quello di portare un messaggio a un colonnello francese tenuto prigioniero in una fortezza prussiana.

Pare tuttavia che Tarrare non avesse un intelletto particolarmente sviluppato. Secondo il report nel The London Medical and Physical Journal, Tarrare era "quasi privo di forza di volontà e ideazione". Egli pensava di star portando informazioni molto importanti ma in realtà il messaggio da portare al colonnello prigioniero chiedeva soltanto se c'erano informazioni sulle truppe prussiane. Gli ufficiali francesi, venne fuori, avevano fatto bene a non fidarsi troppo delle capacità di Tarrare: egli venne catturato fuori dalla città di Landau, praticamente subito dopo l'inizio della missione. Il poverello venne frustato e perquisito, e dopo un giorno di interrogatori confessò. I prussiani lo legarono e aspettarono che il suo sistema digerente espellesse il messaggio. Furono tuttavia estremamente adirati nello scoprire la banalità dell'informazione: anche loro, come Tarrare,  si aspettavano qualcosa di importanza cruciale. Così, l'uomo venne picchiato brutalmente.

Il tentativo di curare la fame insaziabile

Terrorizzato, Tarrare tornò all'ospedale e pregò il Dr. Percy di curare la sua strana condizione. Purtroppo, però, nonostante vennero tentate diverse soluzioni, nessuna funzionò. Si provò con la tintura di oppio, con vino inacidito, con pillole di tabacco e con grandi quantità di uova bollite. Ma fu tutto inutile. Tarrare stesso trovò impossibile vivere soltanto del cibo dell'ospedale, e sgattaiolava di nascosto per strada, girando nelle macellerie e nei vicoli, combattendo contro gli animali selvatici delle strade contendendosi gli scarti delle carogne in decomposizione. C'è chi dice che sia arrivato addirittura a bere il sangue degli altri pazienti nell'ospedale, e che venne cacciato diverse volte dalla camera mortuaria perché era stato beccato a mangiare i cadaveri.

Molti dottori cominciarono a lamentarsi del fatto che Tarrare sarebbe dovuto essere rinchiuso in manicomio. Percy continuò a insistere affinché rimanesse in ospedale. I colleghi lo ascoltarono finché un bebè non sparì misteriosamente dai reparti, e Tarrare fu il primo sospettato. I dottori, furiosi, lo cacciarono.

Per quattro anni Tarrare fece perdere le sue tracce, ma nel 1798 comparì in un ospedale di Versailles, così malato da potersi a malapena alzare dal letto. Egli credeva che i suoi problemi fossero iniziati dopo aver ingoiato una forchetta d'oro, ma i dottori riconobbero in lui i sintomi di una tubercolosi in stato avanzato. Un mese dopo venne colpito da una terribile diarrea e morì nel giro di pochi giorni.

L'autopsia del corpo di Tarrare

A quanto pare, il suo cadavere venne colpito da una "corruzione terribile" subito dopo la morte, e nessuno voleva eseguire un'autopsia. Il capo chirurgo di Versailles riuscì a superare il proprio disgusto e aprì il cadavere. La gola di Tarrare era insolitamente ampia, e le mandibole erano slogate. Si poteva vedere direttamente nello stomaco dell'uomo, senza alcune fatica. Era enorme e coperto di pus, e occupava interamente la cavità addominale. Il fegato e la vescica erano ugualmente di dimensioni sproporzionate. Pare che la puzza del corpo fosse così insopportabile che l'autopsia non poté proseguire oltre.

La condizione particolare di Tarrare non ricevette mai una diagnosi. Secondo Bondeson, nella storia della medicina moderna non è mai stato documentato un caso simile. E se i racconti circa le sue abitudini alimentari possono sembrare assurdi e incredibili, esse furono testimoniate da alcune delle più importanti autorità mediche del suo tempo, e sappiamo di parigini ben noti che si dilettavano nelle sue macabre esibizioni. Percy scrisse, in una delle sue memorie: "Immaginate ciò che ogni animale, domestico o selvatico, sia esso il più sporco e famelico, è capace di divorare. In questo modo potete formarvi un'idea dell'appetito... di Tarrare".

 

Baron Percy scrisse di Tarrare in una sua opera, Mémoire sur la polyphagie, edita nel 1805
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