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Viaggio a Penas Ciudad Barrios, la prigione dove la polizia ha paura di entrare
A El Salvador c'è una prigione in cui anche la polizia ha paura di entrare, gestita dunque interamente dai suoi detenuti. Si chiama Penas Ciudad Barrios ed è riservata ai membri di una gang ritenuta una delle più pericolose del Paese: la Mara Salvatrucha (MS13).
Viaggio a Penas Ciudad Barrios, la prigione dove la polizia ha paura di entrare
A El Salvador c'è una prigione in cui anche la polizia ha paura di entrare, gestita dunque interamente dai suoi detenuti. Si chiama Penas Ciudad Barrios ed è riservata ai membri di una gang ritenuta una delle più pericolose del Paese: la Mara Salvatrucha (MS13).
A El Salvador c'è una prigione in cui anche la polizia ha paura di entrare, gestita dunque interamente dai suoi detenuti.
Si chiama Penas Ciudad Barrios ed è riservata ai membri di una gang ritenuta una delle più pericolose del Paese: la Mara Salvatrucha (MS13).

La gang recluta i suoi membri nelle file dei disagiati e fra le persone comuni. Si parla di studenti ed emarginati sociali, che decidono di unirsi alla banda in cerca di una famiglia.

La prigione è ritenuta così pericolosa per i metodi di guadagno della gang, che comprendono l'omicidio e la vendita di droga. A quanto risulta da Wikipedia e alcuni articoli de La Stampa, infatti, pare che i metodi di ammissione siano un pestaggio di 13 secondi per gli uomini e, se le donne invece "preferiscono", possono optare per fare sesso con il capo e gli altri membri della gang.

I prigionieri hanno, nel corso degli anni, sviluppato un intero ecosistema e sono riusciti a gestire perfino un ospedale interno alla prigione. Ospedale che fa capo ad un gruppo di 2500-2600 detenuti a fronte di una capienza iniziale prevista di 800 persone.

Il fotografo Adam Hinton, che durante i suoi viaggi tende a fare foto senza regole prescritte da varie aziende (ha lavorato anche per la Nike & co), ha raccolto una testimonianza dell'interno della prigione - molto coraggiosa - fotografica. Ha tuttavia ribadito, al noto giornale The Guardian, come fosse in realtà sicuro all'interno della prigione dato che è stato lo stesso capo ad invitarlo al suo interno.

Adam racconta: "La stragrande maggioranza dei detenuti vengono dalle baraccopoli. In Salvador questo è un luogo che non offre alcuna speranza o opportunità, e la banda è l'unica opzione reale. Se le autorità ti catturano, questo è il posto in cui ti scaricano, letteralmente, e si dimenticano di te - ogni detenuto si sente proprio così".

I prigionieri sono tutti quasi interamente tatuati. Nella maggior parte dei casi si tratta di tatuaggi con un significato ben preciso, che racconta i crimini e le gang del loro passato.

Potete trovare alcune foto di Adam sul Guardian

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