Questo test psicologico di 80 anni fa rivela i tratti nascosti della tua personalità in base a quali di questi ritratti ti fa più paura
Nel XX secolo, lo psichiatra ungherese Léopold Szondi sviluppò un test che prese il suo nome, il test di Szondi, con l'obiettivo di rivelare impulsi profondi e conflitti inconsci della personalità.
Questo test psicologico di 80 anni fa rivela i tratti nascosti della tua personalità in base a quali di questi ritratti ti fa più paura
Nel XX secolo, lo psichiatra ungherese Léopold Szondi sviluppò un test che prese il suo nome, il test di Szondi, con l'obiettivo di rivelare impulsi profondi e conflitti inconsci della personalità.

Nel XX secolo, lo psichiatra ungherese Léopold Szondi sviluppò un test che prese il suo nome, il test di Szondi, con l'obiettivo di rivelare impulsi profondi e conflitti inconsci della personalità.

Szondi proponeva un impianto teorico in cui la pulsione era un elemento centrale, all'interno di una visione dimensionale della personalità. Secondo questo modello, le pulsioni fondamentali sono presenti in tutti gli individui, ma con intensità differenti.

Le pulsioni individuate da Szondi erano otto. Ognuna veniva associata a un particolare modello psicopatologico: il bisogno pulsionale h (da hermaphroditism, legato ai temi dell'affettività e della passività), la pulsione sadica, la pulsione e (da epilepsy, collegata a esplosioni emotive improvvise), la pulsione isterica, quella catatonica, quella paranoide, quella depressiva e quella maniacale.

Szondi riteneva che gli individui fossero inconsciamente attratti da persone simili a loro sul piano pulsionale. A partire da questa idea sviluppò un test proiettivo di personalità.

I test proiettivi, tra cui il più noto è il test di Rorschach, cercano di indagare la personalità attraverso la reazione a stimoli ambigui. L'ipotesi è che emozioni, conflitti e tendenze inconsce vengano proiettati sugli stimoli durante l'interpretazione.

Il test di Szondi prevedeva la presentazione di diversi volti fotografici. Il soggetto doveva scegliere quelli che trovava più attraenti e quelli che trovava più repellenti. Il test originale comprendeva 48 fotografie, suddivise in 8 gruppi, ciascuno associato a una particolare struttura pulsionale.

Il test venne sviluppato a partire dal 1935 e fu utilizzato per diversi anni in ambito clinico, soprattutto in Europa centrale.

Oggi l'impianto teorico di Szondi è considerato superato e il test è generalmente ritenuto poco attendibile. In particolare, l'idea che l'aspetto fisico possa riflettere la struttura psicologica di una persona non trova conferme nella ricerca moderna. Anche l'ipotesi secondo cui siamo inconsciamente attratti da persone simili a noi sul piano pulsionale è difficile da verificare in modo scientifico.

Nonostante questi limiti, il test continua a suscitare curiosità. Negli ultimi anni una versione semplificata è diventata virale online dopo la condivisione su Facebook di un utente chiamato Junji Noe.

Nel post veniva chiesto di osservare attentamente otto volti e scegliere quello più inquietante o disturbante, immaginando di incontrare quella persona in una situazione sgradevole, ad esempio in un vicolo buio o in un ascensore.

Secondo l'interpretazione diffusa online, ogni volto sarebbe associato a una pulsione repressa. In questa prospettiva, la scelta del volto più disturbante indicherebbe un contenuto che la persona tende a negare o a tenere sotto controllo.

È importante ricordare che queste interpretazioni non hanno validità scientifica e devono essere considerate solo come una curiosità psicologica. Anche se il test fosse valido, non permetterebbe di diagnosticare disturbi mentali, ma al massimo di ipotizzare alcune tendenze di personalità.

Per ciascuna delle otto categorie vengono spesso indicati tre elementi: la repressione, la negazione e la sublimazione.


Revisione dei contenuti a cura di Andrea P. Pierotti, psicologo a Milano

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