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Una vita passata in isolamento: la realtà da recluso degli adolescenti hikikomori

Pubblicato il giorno 25/02/2018 alle ore 16:30
Letteralmente, hikikomori significa "stare in disparte", o anche "isolarsi". Come facilmente intuibile, è un termine giapponese, che combina le parole "hiku" e "komoru".
Hikikomori indica coloro che si ritirano dalla vita sociale, chiudendosi in isolamento, spesso in un'unica stanza.

Si tratta di un fenomeno che è emerso in questi anni soprattutto in Giappone, anche se si registrano diversi casi anche in Occidente (in Italia se ne stimano 100.000).
Alcune ipotesi vedono nella struttura sociale giapponese un forte fattore di rischio: un numero sempre maggiore di famiglie hanno un solo figlio, su cui ripongono tutte le speranze e le richieste. Per questo, la pressione sociale è sempre più forte, fin dalla prima adolescenza, mentre non è raro che la figura paterna sia abbastanza assente (con gli uomini che lavorano giorno e notte).

Bisogna anche ricordare che, negli ultimi decenni, il Giappone ha subito un drammatico cambio culturale, che lo ha portato da una società a mentalità collettivistica a una società individualista, specialmente per una gioventù che cerca sempre più modi di esprimere la propria individualità.

La prospettiva di lasciare la casa diventa terrificante. Gli adolescenti hikikomori si nascondono in una realtà virtuale, costruita con videogames e giochi di ruolo. Così, la vita virtuale diventa la vita reale, e la vita reale si dissolve. Nascondono società virtuali di hikikomori, che entrano nei gruppi "a distanza". E molti abbandonano tutti gli aspetti della vita reale: studi, relazione, rapporti con amici e genitori.
Si finisce per giocare per più di 24 ore consecutive, saltando pasti, perdendo la concezione del giorno e della notte. Ma non si tratta di dipendenza da videogioco: è un problema ben più esteso.

La fotografa Maika Elan ha cercato di ritrarre la vita degli hikikomori del Giappone.
"Più l'hikikomori rimane separato dalla società, più è consapevole del suo fallimento sociale. Perdono autostima, e la prospettiva di lasciare casa diventa sempre più terrificante. Chiudersi nella stanza li fa sentire al sicuro".


Ritratti di hikikomori
Maika Elan

Fuminori Akoa, di 29 anni, all'epoca era nella sua stanza da un anno. "Ha cambiato i suoi hobby e i suoi obiettivi frequentemente, e dice che si è gradualmente perso, sempre di più".

Ritratti di hikikomori
Maika Elan

Chujo, 24 anni, era un hikikomori da due anni quando è stata scattata questa foto. Sognava di diventare un cantante lirico, ma essendo il figlio più grande è stato spinto ad entrare nel business di famiglia. Lo stress gli ha provocato forti dolori allo stomaco, e lo ha spinto a scappare da ogni cosa.

Ritratti di hikikomori
Maika Elan

Ikuo Nakamura era nella sua stanza da ben 7 anni.


Ritratti di hikikomori
Maika Elan

La stanza di Shoku, un hikikomori di 43 anni chiuso nella sua stanza da 7. Era un uomo d'affari, quando la sua compagnia è andata in bancarotta. Si è chiuso nella stanza per leggere tutto il giorno. Qualche volta esce la notte, per comprare il cibo e gli altri materiali di prima necessità.

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