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Il profondo legame tra i cacciatori mongoli di Altai e le loro aquile reali
Si tratta di una tradizione che ha le sue radici in tempi antichissimi. Un tempo la pratica era ristretta alle classi nobiliari, ma oggi è un rito di passaggio per molti dei giovani uomini che vivono nella regione della Mongolia delle montagne di Altai.
Si tratta di una tradizione che ha le sue radici in tempi antichissimi. Un tempo la pratica era ristretta alle classi nobiliari, ma oggi è un rito di passaggio per molti dei giovani uomini che vivono nella regione della Mongolia delle montagne di Altai.
La caccia con l'aquila in Mongolia è chiamata berkutchi, e richiede un addestramento particolare, per padroneggiare l'arte della falconeria e per sviluppare un legame profondo con i rapaci, affinché aiutino i cacciatori a scovare gli animali selvatici.

Gli uccelli più utilizzati sono le aquile reali, tra l'altro particolarmente difficili da addestrare e da gestire. Oggi, circa 300 persone hanno forgiato un legame unico e profondo con i loro compagni rapaci, lavorando con abilità al loro fianco per cacciare volpi e lepri.

Le aquile nascono in natura. I cacciatori li catturano quando hanno quattro anni, arrampicandosi su rupi pericolose per prenderle dai nidi e portarle a casa.
Anche se inizia in un modo così brusco, il legame tra umano e aquila diventa giorno dopo giorno più inteso.
I rapaci vengono tenuti in casa e nutriti direttamente dai palmi delle mani. La temperature delle montagne della Mongolia può raggiungere i -40°C, e la cura e il comfort delle aquile è molto importante per i cacciatori.
Abbastanza potenti da abbattere animali 10 volte il loro peso, inclusi anche cervi e, a volte, i lupi, le aquile non diventano mai davvero animali domestici. Nei giorni in cui non hanno voglia di cacciare, gli addestratori rispettano il loro desiderio di riposo.

Ogni settembre ha luogo un grande festival berkutchi, che attira turisti da tutta la regione, e si organizzano anche gare di caccia e giochi di diverso tipo.
Per l'occasione, il fotografo Daniel Kordan si è recato nella zona, cercando di entrare nel profondo delle famiglie nomadi, che lo hanno inserito nella cerchia dei custodi delle aquile.
Daniel ha potuto scattare una serie di foto spettacolari che dimostrano la forza e l'abilità sia degli addestratori sia degli animali.
Il fotografo organizza anche workshops e spedizioni dedicate a gruppi ristretti di fotografi che vogliano partire all'avventura.

Vi invitiamo, dopo aver visto le foto, a seguire Daniel su Instagram e su Facebook.

I cacciatori mongoli di Altai e le loro aquile realiI cacciatori mongoli di Altai e le loro aquile reali
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Foto: Daniel Kordan
World Open News ha ricevuto il permesso di usare queste foto direttamente dal fotografo.
wonews.it granted permission to use photos by Daniel Kordan.
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