Hieronymus Bosch: l'artista che riuscì a raffigurare gli incubi e i terrori dell'uomo medievale
Hieronymus Bosch fu un artista i cui lavori, ancora oggi, sono estremamente riconoscibili e influenti grazie alla particolarità dei soggetti e dello stile. Vissuto tra il tardo XV secolo e il primo XVI secolo, Bosch si distingue per i suoi paesaggi infernali e per i bizzarri personaggi che popolano le sue opere.
Hieronymus Bosch: l'artista che riuscì a raffigurare gli incubi e i terrori dell'uomo medievale
Hieronymus Bosch fu un artista i cui lavori, ancora oggi, sono estremamente riconoscibili e influenti grazie alla particolarità dei soggetti e dello stile. Vissuto tra il tardo XV secolo e il primo XVI secolo, Bosch si distingue per i suoi paesaggi infernali e per i bizzarri personaggi che popolano le sue opere.

Hieronymus Bosch fu un artista i cui lavori, ancora oggi, sono estremamente riconoscibili e influenti grazie alla particolarità dei soggetti e dello stile. Vissuto tra il tardo XV secolo e il primo XVI secolo, Bosch si distingue per i suoi paesaggi infernali e per i bizzarri personaggi che popolano le sue opere. L'artista deve la sua fama proprio alle spaventose rappresentazioni delle forze del male, e al fatto che diede voce e immagine alle angoscianti paure che popolavano l'immaginario dell'uomo medievale.

Chi era Hieronymus Bosch

Della vita di Hieronymus Bosch non si sa moltissimo: il pittore olandese nacque di certo in un momento in cui il panorama artistico europeo era in pieno fermento. Bosch emerse, insieme a Van Eyck, come uno degli artisti più notevoli e influenti del periodo dei Primitivi Fiamminghi, che coincise con il Rinascimento italiano pur essendo una corrente artistica indipendente. Bosch si distinse per la creatività e l'inquietudine con cui affrontò temi legati ai soggetti religiosi.

San Giovanni Battista in meditazione di Hieronymus Bosch

L'artista era nato nella cittadina olandese di ‘s-Hertogenbosch con il nome Jheronimus van Aken. Il cognome con cui divenne famoso deriva proprio dal suo luogo in cui crebbe. Si ritiene che l'anno di nascita si collochi più o meno intorno al 1450. Benché si sappia poco dei primi anni della sua vita, è certo che rimase nei pressi di ‘s-Hertogenbosch, e intorno al 1480 sposò una donna benestante che lo aiutò ad avere la stabilità economica necessaria ad aprire una bottega.

Bosch riuscì ad avere un certo successo, creando dei dipinti per la confraternita religiosa locale, ma anche una vetrata per la loro cappella. Nei primi anni del XVI secolo, secondo alcuni documenti, il successo di Bosch era sufficiente a pagare diversi assistenti per il suo studio.

Lo stile e il simbolismo di Hieronymus Bosch

Gli storici dell'arte dividono i lavori di Bosch in tre periodi: il primo è compreso tra il 1470 e il 1485 circa, il secondo tra il 1485 e il 1500, il terzo tra il 1500 e il 1516. Il suo stile continuò ad evolversi, ma fin dall'inizio, però, il pittore si distinse per la scelta dei soggetti e per la predilezione nei confronti di scene complesse e caotiche.

Hieronymus Bosch, che dipingeva su pannelli di rovere con colori ad olio, si distinse per la sua abilità di trarre vantaggio dei trittici per impostare una narrazione. Pessimistico e moralista, aveva una visione particolarmente negativa della natura umana, e riteneva che la presenza umana avesse corrotto questo mondo. Le sue opere, che si rivolgono ai temi della follia e del peccato, sono piene di demoni e figure grottesche, ma anche di animali dal particolare valore simbolico (ad esempio, i rospi in Adorazione dei Magi rappresentano l'eresia).

I dipinti di Bosch risultarono fin da subito particolarmente difficili da interpretare. All'inizio la confusione suscitata nei critici portò questi ultimi a ritenere che il pittore dovesse appartenere a qualche società segreta. In effetti, benché i temi fossero religiosi, i particolari simboli usati per rappresentare la tentazione (nonché la conseguenza resa ad essa da parte degli uomini) portò molti a credere che Bosch praticasse le arti occulte.

Nei suoi paesaggi infernali, quella del demonio è una figura ricorrente. Ci vollero decenni prima che gli storici dell'arte si accordassero sul fatto che, nelle sue opere, ogni figura ha un significato preciso e può essere vista come una metafora del linguaggio biblico.

L'incubo e la paura nelle opere di Bosch

Il terrore dell'uomo medievale era alimentato dalle pandemie, dalle carestie e dall'incertezza, nonché dalla difficoltà a dare senso ad un mondo angosciante e spesso tormentato da guerre e persecuzioni religiose. Secondo lo storico dell'arte Gombrich, Hieronymus Bosch fu il primo se non l'ultimo artista capace a dar forma ed espressione alla paura e agli incubi degli europei medievali. Questo avvenne non soltanto grazie alla sua creatività e al suo talento, ma anche alla particolarità del momento storico: le vecchie concezioni medievali erano ancora nell'immaginario comune (e nell'inconscio dei popoli), ma lo spirito della modernità aveva iniziato a sviluppare gli strumenti e i mezzi per rappresentarne i temi.

Nell'universo di Bosch, come osserva lo storico Jean Delumeau, si scatena tutta la violenza degli incubi dell'inferno. I temi demoniaci sono rappresentati nelle loro tinte più sadiche. Nell'interno del Trittico di Vienna, ad esempio, un demone dalla testa di uccello trasporta un dannato nella sua gerla; un altro trasporta un uomo utilizzando un lungo bastone; un terzo viene crocifisso a un'arpa. Satana è rappresentato come una bestia inquietante, con un muso da bestia feroce, occhi di fuoco e coda di topo. Ovunque, i dannati sono trafitti da frecce o tormentati dai demoni.

Ancor più onirico è forse il trittico delle Tentazioni di Sant'Antonio: Delumeau riporta come Hieronymus Bosch raffiguri "giare munite di zampe, una vecchia vestita della scorza di un albero morto, il cui corpo finisce in sedano, un vecchio che fa lezione a una scimmia e a uno gnomo, un messaggero che usa pattini da ghiaccio per correre sulla sabbia".

La lunga schiera dei bizzarri soggetti, mostruosi eppur seducenti, esprimono la generale convinzione dell'epoca riguardo ai tanti inganni del demonio. Le trappole dell'inferno, si credeva, si parano in continuazione sulla strada percorsa da ogni uomo, e suscitavano quell'intensa angoscia collettiva di cui Bosch si rende portavoce.

Opere di Hieronymus Bosch

Ancora oggi, attribuire a Bosch le sue opere non è facilissimo. In parte questo è dovuto al fatto che non c''erano firme, e in parte al fatto che i suoi lavori erano già molto popolari subito dopo la sua morte, incoraggiando la circolazione di copie eseguite minuziosamente che hanno spesso causando qualche dibattito tra gli studiosi.

Il giardino delle delizie

Il trittico del Giardino delle Delizie (qua è possibile vedere l'immagine a piena risoluzione) rappresenta Bosch al suo apice. Raffigura il Paradiso Terrestre, con la creazione della donna, la tentazione e la caduta dell'uomo. Le immagini sensuali e disturbanti sono un esempio perfetto dell'originale iconografia dell'artista. La caratteristica più distintiva di questo lavoro è probabilmente il suo aspetto onirico. Moltitudini di figure umane nude, giganteschi uccelli e cavalli saltellanti popolano un panorama ultraterreno, dove ogni singolo elemento si unisce in un insieme perfetto e armonico.

Il trittico del Giardino delle Delizie di Hieronymus Bosch

Il pannello di sinistra mostra il Giardino dell'Eden, probabilmente al momento in cui Adamo incontra Eva per la prima volta. Animali fantastici iniziano a far qui la loro comparsa, strisciando fuori da un buco sullo sfondo. Si può osservare una scimmia che cavalca un elefante e una giraffa. Diversi simboli alludono a qualche tipo di attività sessuale: qualcosa che rende la rappresentazione di Bosch completamente unica, visto che il Giardino dell'Eden è tipicamente associato all'innocenza.

Nel pannello centrale (Il Giardino delle Delizie) si trovano schiere di figure nude: alcuni giocano con gli animali, altri sgranocchiano della gigantesca frutta. Anche qui possiamo osservare tantissime stranezze, come un uomo che porta sulla schiena una coppia chiusa nella conchiglia di una vongola, o un cavaliere con la coda da delfino che cavalca un pesce alato. 

Il pannello di destra mostra l'inferno (L'Inferno Musicale), e probabilmente indica il destino che attende coloro che si intrattengono negli eccessi del piacere rappresentanti nel pannello precedente. Torna anche qui il tema dei tanti modi in cui il diavolo può corrompere l'animo umano. Secondo Delumeau, il paradiso terrestre è "falso", è un'illusione, un miraggio del demonio che traspare dall'intrusione dei tanti elementi bizzarri che popolano la scena.

Dettaglio del Giardino delle delizie, una serie di figure maschili ritratte mentre cavalcano animali.Dettaglio dell'Inferno musicale. Una cavità nel corpo dell'Uomo-Albero ospita biscazzieri e ubriaconiParticolare del giardino dell'Eden. Il volo delle rondini attraverso le cavità delle rocce potrebbe rappresentare la reincarnazione dell'uomo

Tentazioni di sant'Antonio

Il trittico delle Tentazioni di Sant'Antonio (qua è possibile vedere l'immagine a piena risoluzione), realizzato intorno al 1501, mostra l'eremita Antonio abate, la cui storia era rappresentata spesso nell'arte medievale e rinascimentale. L'eremita, vissuto tra il III e il IV secolo, passò diversi anni nel deserto egiziano, dedicandosi alla preghiera. Si dice che il demonio, indispettito dalla sua decisione, gli avesse inviato diverse tentazioni per cercare di distoglierlo dal suo percorso spirituale.

Trittico di Sant'Antonio di Hieronymus Bosch

Bosch rappresenta il travaglio di Sant'Antonio sfruttando il suo stile caratteristico e il suo particolare simbolismo. Nel pannello centrale, il santo si inginocchia al centro. Attorno a lui vorticano diverse tentazioni, ma l'uomo si concentra sulla miniatura di Cristo e sul crocifisso nella sua cella. Si osservano differenti rappresentazioni demoniache: in una di esse il diavolo che suona l'arpa, in un'altra cavalca un pollo.

Trittico delle tentazioni, particolare del pannello centrale con la Messa neraDettaglio del pannello sinistro: Antonio trasportato in cielo dai demoni pisciformi.

Bibliografia e approfondimenti

- Delumeau, J. (2018). La paura in Occidente: storia della paura nell'età moderna. Il Saggiatore.

- Gombrich, E. H. (1998). La storia dell’arte raccontata da Ernst H. Gombrich. Milan: Leonardo Arte.
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