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L'oscura storia del castello di Frankenstein e la leggenda dell'alchimista che ispirò Mary Shelley
Nei pressi del gruppo montuoso dell'Odenwald, poco distante dalla città di Darmstadt, si erge il Burg Frankenstein, un castello che arriva ad un'altezza di 370 metri.
L'oscura storia del castello di Frankenstein e la leggenda dell'alchimista che ispirò Mary Shelley
Nei pressi del gruppo montuoso dell'Odenwald, poco distante dalla città di Darmstadt, si erge il Burg Frankenstein, un castello che arriva ad un'altezza di 370 metri.

Nei pressi del gruppo montuoso dell'Odenwald, poco distante dalla città di Darmstadt, si erge il Burg Frankenstein, un castello che arriva ad un'altezza di 370 metri. Così come suggerisce il nome, il castello è (quasi sicuramente) il luogo che ispirò Mary Shelley per il romanzo gotico Frankenstein o il moderno Prometeo, che narra del dottor Victor Frankenstein e della sua "creatura", composta da parti di cadaveri a cui viene restituita artificialmente la scintilla vitale, spesso ricordata come "mostro di Frankenstein" (benché Frankenstein fosse il nome del suo creatore, non del mostro stesso). Il libro ebbe un grande successo, probabilmente perché affrontava un tema "caldo": la paura delle possibili aberrazioni prodotte dallo sviluppo tecnologico.

Frankenstein al lavoro nel suo laboratorio

Il Burg Frankenstein sembra ben sintonizzato con i temi oscuri del romanzo che ha ispirato. Tetra sagoma in rovina, ha una storia inquietante e in parte avvolta nella leggenda. Il nome Frankenstein significa "Pietra dei Franchi", e deriva da quello dell'antica casata che fece erigere il castello nel XIII secolo. I principali misteri del Castello di Frankenstein sono incentrati sulla figura di uno dei successivi proprietari del castello: Johann Konrad Dippel.

Le rovine del castello Burg Frankenstein
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La leggenda di Johann Konrad Dippel, l'alchimista nato nel castello di Frankenstein

Nato nel castello nel 1673 e figlio di un pastore luterano, Dippel studiò teologia e si votò al pietismo, una forma di protestantesimo che si rapportava in modo critico con i dogmi imposti da gerarchie ecclesiastiche, predicando una religiosità interiore strettamente individuale. Ebbe presto aspri conflitti con la chiesa luterana, e anche con altri pietisti, e nel 1702 gli venne proibito di pubblicare opere teologiche. Si dedicò dunque all'alchimia, cercando di scoprire la leggendaria pietra filosofale per ottenere l'elisir di lunga vita. Iniziò anche a condurre esperimenti alquanto controversi utilizzando i resti dei cadaveri degli animali.

Johann Konrad Dippel

Non ci volle molto prima che nascessero voci e leggende sul suo conto. Gli abitanti del villaggio iniziarono a sussurrare che il castellano trafugasse cadaveri dal cimitero di Nieder-Beerbach, per creare un nuovo mostro. Quello che ottenne lo studioso, in realtà, fu l’Olio di Dippel, ricavato dalla distillazione di ossa di animali, peli e sangue mischiati con acido prussico, una sostanza velenosa. Era una sostanza scura, densa e dall'odore terribile, ma venne prodotto e commercializzato fino al XIX secolo, in quanto si riteneva che anch'essa fosse una sorta di Elisir.

Si raccontava che Dippel facesse di tutto per carpire i segreti della vita dai cadaveri trafugati, sperimentando pozioni e incantesimi per trovare qualcosa in grado di rianimare i corpi morti. Un suo collega teologo disse: "ha tentato cose malvagie". Sicuramente è vero che Dippel sezionava gli animali, in cerca di una pozione con proprietà straordinarie. Meno probabile, invece, è che avesse per davvero venduto l'anima al diavolo in cambio di conoscenze soprannaturali. Egli non smentì queste voci, probabilmente per aumentare le vendite del suo Olio.

Tra le altre cose, Dippel inventò anche il colore blu di Prussia, adottato poi dall'esercito per le uniformi. Alla sua morte, avvenuta nel 1734, si vociferò che egli fosse morto avvelenato per aver ingerito il blu di prussia, cercando di capire se avesse proprietà benefiche. Una leggenda vuole che il suo corpo fosse diventato tutto blu.

La fontana della giovinezza e gli antichi riti pagani

Un’altra leggenda legata a questo luogo misterioso racconta che nel giardino del castello, dietro al giardino fisico dove crescevano erbe medicinali, si nascondesse una fontana della giovinezza. Secondo la leggenda, nella prima notte di luna piena dopo la Notte di Valpurga (un'antica celebrazione pagana che avveniva tra il 30 aprile e il 1 maggio), le donne anziane dei villaggi vicini si sottoponevano ad una prova di coraggio.

La cappella del Burg Frankenstein

Chi aveva successo poteva ringiovanire, tornando all'età che aveva al momento del matrimonio. Non si sa se la tradizione continua ancora oggi.

Secondo alcune saghe pagane, le montagne della catena dell’Odewald sono, dopo la montagna Brocken, nella regione dello Harz, il secondo luogo più importante in tutta la Germania per il ritrovo di streghe e spiriti ultraterreni.

Mary Shelley e l'ispirazione per il suo romanzo

Sembra estremamente plausibile che Mary Shelley trasse ispirazione dal Castello di Franknstein, abitato nel XVIII secolo da quello che secondo alcuni era uno "scienziato pazzo" che compiva esperimenti sui cadaveri, per il proprio romanzo, che con il castello non condivide soltanto il nome ma anche la leggenda.

Illustrazione sul frontespizio di Frankenstein di Theodor von Holst

La questione, tuttavia, rimane controversa. L'ipotesi venne suggerita per la prima volta da Radu Florescu, in un libro intitolato "In Cerca di Frankenstein" (1975). Egli speculava che Shelley avesse visitato il castello durante i suoi viaggi sul Reno: lì la ragazza avrebbe potuto sentire alcune delle storie locali su Dippel. Florescu nota che gli Shelley avevano raccontato di una breve interazione con degli studenti dell'Università di Strasburgo, proprio nelle campagne intorno al Castello Frankenstein.

Mary Shelley ritratta da Richard Rothwell

Uno storico del luogo, Walter Scheele, crede che leggende su Dippel possono essere state raccolte da Jacob Grimm, e inviate a Mary Jane Clairmont, traduttrice delle fiabe dei fratelli Grimm e madrina di Mary Shelley. Scheele riferisce anche che nel 1814 Mary e la sua sorellastra avrebbero visitato il Castello Frankenstein mentre si recavano al Lago Lemano.

Burg Frankenstein
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