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10 curiosità sul becco a scarpa per conoscere meglio questo particolarissimo uccello
Guardando un passerotto può essere difficile credere che gli uccelli siano imparentati con i dinosauri. Ma non è più molto difficile se si conosce il becco a scarpa (Balaeniceps rex).
10 curiosità sul becco a scarpa per conoscere meglio questo particolarissimo uccello
Guardando un passerotto può essere difficile credere che gli uccelli siano imparentati con i dinosauri. Ma non è più molto difficile se si conosce il becco a scarpa (Balaeniceps rex).
Guardando un passerotto può essere difficile credere che gli uccelli siano imparentati con i dinosauri. Ma non è più molto difficile se si conosce il becco a scarpa (Balaeniceps rex). Si tratta di grossi uccelli con piumaggi grigio-blu, e dotati di un becco distintivo e zampe lunghe da cicogna.
Se non lo conoscevate, questo uccello vi sembrerà decisamente bizzarro, se non incredibile. Ecco 10 curiosità per familiarizzare con il becco a scarpa.


1. Il suo becco somiglia a uno zoccolo di legno olandese
Becco del becco a scarpa
Il nome del becco a scarpa è ovviamente dovuto al suo becco. Anche in inglese è conosciuto come shoebill.

2. Il becco a scarpa è un parente vicino del pellicano
Pellicano
In passato questo uccello è stato classificato come un Ciconiiformes. Ancora oggi c'è chi lo accosta alle cicogne per via della sua morfologia. Analisi del DNA hanno però confermato che è più vicino alla famiglia dei pellicani.

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3. Nativo dell'Africa, il becco a scarpa abita paludi e acquitrini
Becco a scarpa al Lago Albert
I becchi a scarpa sono nativi dell'Africa e possono essere trovati in Sud Sudan, Uganda, Rwanda, Congo, Zambia e Tanzania. Nelle regioni del Nilo nel Sudan se ne trovano in gran numero: essi amano paludi e acquitrini.

4. Le lunghe zampe conferiscono al becco a scarpa una morfologia molto particolare
Lunghe zampe del becco a scarpa
Le zampe del becco a scarpa hanno lo stesso colore blu-grigio delle piume. L'altezza dell'uccello varia tra i 110 e i 140 cm, ma alcuni superano il metro e mezzo. La lunghezza delle zampe contribuisce alle sue dimensioni, e i piedi larghi lo aiutano a stare fermo tra la vegetazione acquatica. Il peso medio di un esemplare adulto va dai 4 ai 7 kg.

5. Il becco di questi uccelli è il terzo più grande del regno animale. Ha la forza necessaria per uccidere anche piccoli coccodrilli
becco a scarpa e pellicani
Il becco di questo uccello misura tra i 18 e i 22 cm. Dopo quello dei pellicani e delle cicogne, è il più grande del regno animale. Ha una forza notevole, e il gancio presente all'estremità aiuta ad uccidere la preda in un solo colpo.

6. Il becco a scarpa sbatte le ali 150 volte in un minuto. Si tratta del più lento battito d'ali tra tutti gli uccelli ad oggi esistenti
Ali del becco a scarpa
L'apertura alare del becco a scarpa va dai 2 ai 2,6 metri. Questi animali usano le ali per aiutarsi a mantenere l'equilibrio. Nonostante sbattano le ali con relativa lentezza, migliorano l'aerodinamica del volo piegando testa e collo all'indietro.

7. Di solito sono silenziosi, ma a volte emettono un suono molto potente simile a quello di una mitragliatrice.

Possono stare per giorni senza produrre un suono, ma quando lo fanno sembrano produrre il rumore di una mitragliatrice.



8. Il becco a scarpa può stare fermo per ore nell'acqua, in attesa della preda

Non è solo silenzioso ma anche in grado di stare fermo per molto tempo, anche per ore, in attesa di una preda. Quando ne avvista una, il becco a scarpa ci "collassa" sopra.

9. Le acque con basso livello di ossigeno sono quelle preferite dal becco a scarpa per la caccia
Becco a scarpa
Se l'acqua contiene poco ossigeno, i pesci saranno costretti ad affiorare più spesso per rifornirsi. Questo facilita la vita al becco a scarpa. Questi uccelli preferiscono cacciare a 20 metri l'uno dall'altro, lasciandosi spazio a vicenda.

10. Questi uccelli possono vivere anche 35 anni
Becco a scarpa tra l'erba alta
Hanno una vita lunga, anche fino a 35 anni. Iniziano il loro percorso nel nido dei genitori, ma vengono costretti a lasciarlo ad appena tre mesi. I pulcini inizieranno a cacciarsi il cibo da soli, con l'aiuto dei genitori.
Secondo la stima della IUCN, oggi esistono soltanto 3500-5300 esemplari di questa specie. In diversi stati le popolazioni sono state messe sotto osservazione e sono state promosse iniziative per proteggere il loro ambiente con ogni mezzo possibile.


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