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10 storie vere di naufragi, per capire cosa vuol dire trovarsi su un'isola deserta

Pubblicato il giorno 11/01/2018 alle ore 10:54
Almeno una volta nella vita ognuno di noi ha sognato di perdersi in un luogo sconosciuto per vivere una vera avventura, lontano da tutto e da tutti. Film, favole e racconti ci hanno sempre mostrato un’idea di naufragio magico e pacifico, ma come sono andati, davvero, i 10 naufragi più incredibili della storia?

Ecco a voi una piccola spiegazione di ognuno di loro.

1.Poon Lim – un marinaio cinese sopravvissuto dopo essere stato per 133 giorni su una zattera di legno nel sud dell’oceano Atlantico. Il naufrago si nutriva mangiando squali e bevendo il sangue degli uccelli.
1. Poon Lim
 Poon Lim

Durante la seconda guerra mondiale Lim lavorava sulla nave inglese SS Benlomond come maggiordomo e quando il 23 novembre 1942 la nave fu colpita da un sottomarino tedesco lui e altri cinque membri dell’equipaggio furono gli unici a sopravvivere. Dopo aver nuotato per molto tempo Lim trovò una zattera di legno con un pacco di biscotti, qualche litro d’acqua, una torcia e altri tipi di nutrimenti che gli permisero di sopravvivere per qualche giorno. Dopo di che iniziò cacciare pesci e uccelli pur di restare vivo. Finalmente, dopo più di quattro mesi in mezzo all’acqua, dei pescatori brasiliani lo trovarono e lo portarono in salvo. Poom Lim è stato poi premiato con una medaglia dell’impero britannico da Re Giorgio VI e la sua storia scritta sul manuale delle tecniche di salvataggio della marina reale.

2.Famiglia Robertson- Dougal Robertos, sua moglie e i suoi quattro bambini furono naufraghi per 38 giorni su una zattera mangiando tartarughe, delfini e acqua piovana.
2. Robertson family
Robertson family

Dougal Robertson era un marinaio scozzese della marina, quando finì il suo servizio prese la decisione di fare un viaggio in mare con la sua famiglia. Il 27 gennaio 1971 salpò dall’Inghilterra con sua moglie e suoi figli con l’idea di raggiungere le isole Galapagos. Dopo circa cinque mesi di navigazione la loro imbarcazione, Lucette, fu attaccata da un branco di orche killer che la aggredirono così ferocemente da lasciare dei grandi buchi su tutta la barca. La famiglia non ebbe, così, altra possibilità se non quella di prendere lo stretto necessario e salire sulla zattera gonfiabile che possedevano. Per 38 giorni rimasero in mare cercando di catturare pesci da mangiare fino a quando non furono avvistati e portati in salvo da alcuni pescatori giapponesi.

3. Alexander Selkirk – un marinaio scozzese che naufragò per quattro anni su un’isola nel sud dell’oceano Pacifico affollata solo da leoni marini e da ratti.
3. Alexander Selkirk
Alexander Selkirk

Selkirk era un generale marinaio un po’ troppo impulsivo che fu mandato in spedizione da William Damper nel settembre del 1704. Durante la navigazione tre gli arcipelaghi del Cile i membri dell’equipaggio vollero fermarsi su un’isola per prendere qualche scorta, ma una volta scesi dalla nave il generale si accorse di qualche imperfezione nella struttura della nave. Non fidandosi di navigare con una nave con così tanti difetti scelse di restare sull’isola, lasciando andare i compagni di viaggio. Solo dopo il marinaio scoprì che l’isola era abitata da leoni marini e ratti.
Rassegnato alla solitudine e alla tristezza, sopravvisse grazie alla carne e al latte di capre selvatiche, rape e bacche. Si ferì diverse volte. Dopo quattro anni fu salvato da una nave privata che approdò sull’isola, commissionata proprio da William Damper.

4. Ada Blackjack – una ragazza di 23 anni che nel 1921 fu costretta ad unirsi ad una spedizione nelle Isole Wrangel. La ragazza fu l’unica del gruppo a sopravvivere al freddo glaciale dell’isola e alla mancanza di cibo.
4. Ada Blackjack
Ada Blackjack

Ada Blackjack era una donna molto povera; dopo la morte del marito le circostanze la costrinsero a unirsi in una spedizione tra le isole canadesi pur di sopravvivere. Durante la permanenza Ada si occupò di cucire e cucinare per gli altri quattro uomini. Dopo poco, però, tre di questi partirono di nuovo in cerca di aiuto lasciando lei e un altro membro dell’equipaggio sull’isola. La scarsa presenza di cibo e il freddo fecero morire in fretta il compagno di Ada, la quale rimase da sola sull’isola per molto tempo fino a quando un ex collega non tornò a prenderla.

5. Yamamoto Otokichi - membro dell’equipaggio di una nave che trasportava riso. Partiti in 14 i membri del gruppo morirono uno dopo l’altro dovendo affrontare tempeste, mancanza di cibo e tifoni: solo in tre si salvarono.
5. Yamamoto Otokichi
Yamamoto Otokichi

Yamamoto Otokichi era uno dei membri dell’equipaggio che nel novembre del 1832 viaggiava per trasportare riso fino a Edo. Il viaggio, però, non fu dei più semplici. Dopo tempeste, tifoni e altre calamità naturali il timone e l’albero della nave si spaccarono e l’imbarcazione iniziò a vagare nell’oceano senza una direzione. Dovettero bere acqua di mare bollita e saké, mangiando soltanto riso. Con il passare del tempo la maggior parte dei membri dell’equipaggio morì di fame o si uccise per la depressione e dai 14 iniziali, rimasero solo 3 marinai. Questi ultimi furono trovati sulla costa di Capa Alava, in Oregon e furono catturati dai nativi americani Makah.


6. Jose Salvador Alvarenga – è stata la prima persona a sopravvivere per 13 mesi in una piccola barca nell’oceano pacifico mangiando pesce crudo e bevendo la sua urina.
6. Jose Salvador Alvarenga
 Jose Salvador Alvarenga

Jose è un pescatore professionista che salpò dalle coste del Messico il 17 novembre del 2012 insieme ad un compagno. Poco dopo la loro partenza furono colpiti da una tempesta che gli fece perdere la rotta. Da qual momento i due iniziarono a vagare nell’oceano seguendo le correnti, mangiando pesce crudo e bevendo sangue dei pesci e urina. Dopo tre mesi il compagno di Jose si rifiutò di continuare a mangiare pesce crudo e morì di fame. Jose continuò a navigare per altri 10 mesi, fino a quando approdò sulle isole Marchall.

7. Narcisse Pelletier – era un ragazzo francese che si imbarcò su una nave sfortunata. Il ragazzo subì molti disagi tra cui bere l’acqua del mare e mangiare i pesci dell’oceano pur di sopravvivere.
7. Narcisse Pelletier
Narcisse Pelletier

Narcisse Pelletier salpò da Marsiglia nell’agosto del 1956 su una nave che avrebbe dovuto portare vino a Bombay. Data la lunghezza del viaggio, alcuni membri dell’equipaggio decisero di fermare la barca su un’isola per fare rifornimento di acqua e cibo. Mentre cercavano qualcosa da portare via, alcuni uomini furono uccisi. Narcisse, vedendo la scena, scappò con alcuni compagni su una piccola imbarcazione e finì in mare aperto per un lungo periodo. Dovette bere urina e acqua marina fino a quando non fu ritrovato, in bruttissime condizioni, da una famiglia aborigena.

8. Nakahama Manjiro – un pescatore che navigava con altri quattro compagni quando la barca si ruppe sulle coste dell’isola di Torishima. I cinque vennero poi salvati da una nave americana.
8. Nakahama Manjiro
Nakahama Manjiro

A quattordici anni Manjiro salpò con quattro amici, ma la loro nave si ruppe poco dopo sulle coste dell’isola di Torishima. I cinque uomini furono salvati da alcuni marinai americani e raggiunsero Honolulu, qui i quattro compagni abbandonarono la nave, ma non Manjiro, che invece rimase sull’imbarcazione e studiò inglese. Quando, passato del tempo, il pescatore tornò a Honolulu ritrovò i suoi compagni, questi, infatti, non potevano tornare in Giappone a causa delle leggi giapponesi che prevedevano l’isolamento per chiunque avesse lasciato il paese. Dopo alcuni anni Manjiro e due amici tornarono in Giappone, qui vennero subito arrestati, ma dopo aver investigato, la polizia li rilasciò e Mangiro fu nominato officiale.

9. Philip Ashton – un pescatore che fu catturato dai pirati. Per scappare fu costretto a nascondersi su un’isola per sedici mesi, qui dovette resistere a temperature altissime e combattere con gli alligatori.
9. Philip Ashton
Philip Ashton

Nel giugno del 1722 Ashton stava pescando a largo delle coste di Scozia, quando un gruppo di pirati lo catturò. Non essendo ubbidiente con loro, il ragazzo veniva continuamente minacciato e intimorito. Per questo, quando la nave approdò sull’isola Roatan, Ashton scappò nell’entroterra e si nascose dai pirati. Per sedici mesi dovette cercare di sopravvivere fra insetti e animali pericolosi, mangiando tartarughe e gamberi. Dopo questo lungo periodo fu ritrovato dai membri di una nave proveniente dal Massachussets.

10. Juana Maria – era una nativa americana e fu l’ultima sopravvissuta della sua tribù, i Necoleno. Visse da sola per 18 anni sull’isola di San Nicolas fino a quando non fu ritrovata durante la missione Santa Barbara.
10. Juana Maria
Juana Maria

I Necoleno vivevano sull’isola di San Nicolas, nell’arcipelago della California, fino a quando furono attaccati dai Kodiak, i nativi dell’Alaska. L’attacco fu massacrante, tant’è che quando nel 1830 i Kodiak lasciarono l’isola erano rimasti solo un centinaio di nativi americani che, disperati, lasciarono l’isola poco tempo dopo. Nel 1835 la missione Santa Barbara si occupò di andare sull’isola a prendere gli ultimi abitanti rimasti per portarli sulla terra ferma. Da quanto racconta la storia, solo una donna non fece in tempo a salire sulla barca perché ancora in cerca dei suoi bambini sull’isola, questa donna era Juana Maria. Da quel momento Juana rimase l’unica abitante dell’isola. Per 18 anni si nascose nelle grotte per sfuggire agli attacchi animali, ma finalmente nel 1853 fu salvata dalla missione Santa Barbara e fu portata sulla terra ferma.



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